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Don Mattia saluta Nonantola «Vi aspetto a Roma o in mare»

Dopo 3 anni lascia il vice parroco impegnato nel Mediterraneo in aiuto ai migranti  Studierà nella capitale: «Pregherò per voi, spero facciate lo stesso per me»

NONANTOLA. È notizia di domenica l’addio a Nonantola del vice parroco Mattia Ferrari. Un addio condiviso con la comunità di Nonantola con una Messa celebrata proprio da don Mattia in una giornata di festa per il paese. I nonantolani che in quell’occasione hanno anche avuto la possibilità di “riabbracciare” la Pieve di San Michele Arcangelo. Lo hanno fatto dopo la ristrutturazione che ora è completata. Il tutto ha fatto da cornice, come detto, al soluto dei parrocchiani a don Mattia che è partito per Roma dove sarà impegnato negli studi alla Pontificia Università Gregoriana.

Il parroco, 27enne e originario di Formigine, farà comunque rientro nelle nostre zone quanto possibile: continuerà, infatti, a prestare servizio anche in diocesi e, oltre a restare assistente dell’Azione Cattolica Ragazzi, dal primo ottobre sarà collaboratore nella parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino a Modena. Una serie di impegni che lo porteranno, come ormai è stato ufficializzato, lontano da Nonantola. Per questo il saluto all’ex parrocchia con un messaggio social, parole accompagnate da una bella foto che lo ritrae con una valigia in stazione dei treni di Modena. Pronto per partire verso gli studi romani.


Il messaggio di don Mattia si chiude con una frase curiosa, un invito ai nonantolani: «Se qualcuno di voi passasse da Roma (oppure, per qualche motivo, attraversasse il Mar Mediterraneo) sa dove trovarmi. Con grandissima gratitudine e grandissimo affetto».

Il passaggio legato al Mediterraneo riguarda, ovviamente, l’impegno del parroco sulle navi chiamate a soccorrere i migranti. Un lavoro che gli è costato anche le minacce della mafia libica. Proprio per il suo operato sulle navi che intercettano i barconi della disperazione, don Mattia è conosciuto ben oltre i confini della provincia modenese. Protagonista, tra le altre cose, anche di alcune ospitate televisive, in particolare negli studi Rai del conduttore Fabio Fazio.

Si diceva del saluto sui social, un saluto scandito da una serie di ringraziamenti. Questo un brevissimo stralcio: «Grazie a tutti voi per questi primi tre anni del mio ministero sacerdotale sono stati anni impegnativi ma appassionanti. Penso in particolare alle tante esperienze che abbiamo vissuto, in Oratorio, con la Caritas, in Anni in fuga e in tante altre realtà, accanto agli ultimi: farsi fratelli e sorelle degli ultimi comporta certo anche fatica, la fatica che inevitabilmente prova chi accoglie nel suo cuore gli affanni e le speranze dei più poveri e tocca con mano situazioni di ingiustizia e di sofferenza e i comportamenti talvolta difficili da sopportare che ne conseguono; ma farsi fratelli e sorelle degli ultimi porta anche ad assaporare la gioia del Vangelo, la gioia che sperimenta nel suo cuore chi ha il coraggio di mettere in pratica la Parola di Gesù, perché sente sprigionarsi nel suo cuore la potenza e la bellezza dell’amore di Dio. Pregherò sempre per voi. Voi, per piacere, pregate per me».

E.B.

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