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L’incubo di discoteche e sale da ballo modenesi: «Chiusi e discriminati da 18 mesi»

Buzzega (Silb): «Sarebbe importante aprire per Halloween. Ormai ci sono feste private abusive e altri locali pieni»

Modena. l 100 per cento neanche per sogno. Ma nemmeno il 75 o il 50. I locali da ballo restano a zero. Nemmeno l’allentamento delle misure restrittive annunciato dal Comitato tecnico scientifico per cinema, teatri e impianti sportivi, dà speranze a discoteche e locali da ballo. Serrande chiuse dal 23 febbraio 2020 a Modena e nel resto del Paese.

Una situazione che Paolo Buzzega, presidente di Silb la sigla di Confcommercio che rappresenta gli imprenditori del settore, definisce ormai paradossale: «Ci sentiamo discriminati – ammette – è un anno e mezzo che i locali al chiuso non possono lavorare se si fa eccezione per una breve parentesi l’anno scorso che però ha interessato solo le discoteche all’aperto. Non permetterci di aprire rappresenta una scelta di ipocrisia alla luce di quanto avviene nelle piazze, nei bar e nei ristoranti».


Le motivazioni addotte dal Cts secondo Buzzega non sono sufficienti: «Ci viene detto che nelle discoteche è impossibile mantenere il distanziamento ed evitare gli assembramenti. Se ci fosse veramente la paura dell’assembramento, ma con la volontà di rendere operativi i locali, basterebbe aprire l’attività solo ai vaccinati. Così facendo, senza ledere la libertà di nessuno, si potrebbe anche dare manforte alla campagna vaccinale».

Quindi addirittura uno step ulteriore rispetto al green pass per poter salvare un settore che sta attraversando la crisi più profonda della sua storia. Nel Modenese, rispetto al pre-Covid, tra dipendenti diretti e indotto si parla di circa diecimila lavoratori coinvolti: «Per gli imprenditori il momento è tremendo. Pur di non portare i libri in tribunale si fa di tutto e c’è chi ha cambiato codice e fa le cene animate». Si tratta, tuttavia, di un escamotage che snatura l’essenza dei locali da ballo che non sono solo le discoteche per i più giovani, ma anche le balere del liscio e i locali per i balli di coppia latino-americani: «Qui addirittura viene impedito a moglie e marito o conviventi di ballare: parliamo di persone che vivono insieme».

Apprezzabile che il Silb, nonostante il momento durissimo, abbia deciso di aderire all’iniziativa dell’Ausl “Siamo solo noi”: si tratta di una campagna per promuovere la vaccinazione con spettacoli ed eventi culturali nei centri vaccinali.

«Siamo in prima linea – conclude Buzzega – perché crediamo con forza nell’utilità del vaccino. Con la speranza che il Cts ci dia un segnale». Il migliore sarebbe Halloween: «Per noi è la serata più importante dell’anno e aprire sarebbe decisivo. Ma non nutro grandi speranze. Vorrà dire che le persone, come fanno da questa estate, andranno a ballare nelle piazze, nei bar e nelle feste private». Mentre chi potrebbe offrire un servizio garantito dovrà restare chiuso.