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Modena. Autisti di bus accusano: «Che odissea girare in corso Canalchiaro»

Rendace: «Bloccati tra ponteggi, ostacoli e furgoni in sosta. Per far passare i mezzi Seta è intervenuta la polizia locale»

Modena. «Attraversare corso Canalchiaro è un’odissea». Gli autisti Seta si incuneano nella strada come in una giungla urbana. Gli ostacoli lungo il cammino non sono rinoceronti, tigri o pantere. «Tra ponteggi e furgoni di sosta abbiamo rischiato di essere bloccati con tre autobus - denuncia il sindacalista Giuseppe Rendace, referente provinciale Faisa-Cisal - Per fortuna, che verso le 12,20 di ieri è intervenuta una pattuglia della Polizia Locale. Ci hanno fatto percorrere circa centocinquanta metri in retromarcia e così siamo riusciti a sbloccarci. Le autorità, ovvero il Comune e l’agenzia per la Mobilità (aMo), devono intervenire». Un intervento è stato adottato dal 10 luglio 2021.

Dalla data le linee 6 e 11A sono state modificate al sabato pomeriggio e alla domenica, eliminando il transito da largo Sant’Agostino, via Emilia Centro, corso Duomo e appunto corso Canalchiaro. «Il provvedimento dà l'avvio a un percorso verso una maggiore flessibilità dei tragitti filoviari - spiegava allora l'assessore alla Mobilità sostenibile, Alessandra Filippi - a partire dai weekend, per consentire di liberare spazi in centro storico per visitatori e turisti, favorendo una maggior vivibilità del cuore della città attraverso una fruizione più libera dell'ambiente pubblico per pedoni e ciclisti».

Rendace considera l’intervento utile, ma non sufficiente. «Si è risolto il problema al sabato pomeriggio e alla domenica - concede il sindacalista - ma durante la settimana non riusciamo a lavorare senza una pattuglia della Polizia Locale». L'arco temporale indicato è piuttosto lungo. «Alle 6 e alle 20 non è un problema - sottolinea Rendace - ma dalle 7,30 alle 13,30 e dalle 15 alla fine del servizio sì. C’è anche un problema di carichi: quando salgono i ragazzi dalla scuola non riusciamo più a tenere sotto controllo l’ottanta per cento della capienza. Hai voglia a dire loro che devono scendere perché i mezzi sono troppo carichi». Cosa si fa dunque? «Chiamiamo la sala operativa e ci facciamo dare il via libera per proseguire», replica il sindacalista. Suggerimenti? «Servirebbe più personale nei vari punti - consiglia Rendace - magari impiegando chi è inidoneo alla guida o gli steward, come accade a Reggio».