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Sassuolo. Gerardo porta la sua pizza in tv «Una passione di famiglia»

Sarà tra i concorrenti del “Master Champion” che andrà in onda su Sky Il padre ha fondato il ristorante Aragosta: «La mia specialità è la “Cetara”»

SASSUOLO. Aveva un anno quando nel 1992 la sua famiglia inaugurò l’Aragosta, ristorante-pizzeria a Sassuolo. E chissà se già lì, mentre ancora in culla era circondato dai parenti, genitori, zii, cugini, a lavoro nel locale, aveva iniziato a guardarsi intorno e ad appassionarsi a quel mestiere che ora è diventato la sua passione. Certamente aver mosso i primi passi tra i fornelli dell’Aragosta deve aver ispirato la vita di Gerardo Comentale che oggi, a trent’anni, è tra i sedici finalisti di “Master Piazza Champion”. Uno dei tornei più ambiti in quel magico mondo che è quello della pizza.

Gerardo ha già girato le puntate che andranno in onda da lunedì sul canale 83 del digitale terrestre e sul 937 di Sky. Nei mesi scorsi un tour di selezione itinerante, con otto tappe in tutta Italia. Gerardo, “Gerry” per gli amici, ha deciso di provarci e partecipare a quella di Modena. «Ho presentato la pizza Cetara, che è il mio cavallo di battaglia. Base di fiordilatte, poi mettiamo olive taggiasche, insalatina di pomodorini, alici di Cetara e burrata», spiega Gerardo. Il trentenne sassolese ha già girato le puntate di “Master Pizza”, ma non può svelare nulla; occorrerà aspettare la prima puntata.


Il giovane ha dovuto superare varie sfide: «Non solo pizza classica ma devi essere preparato su quella in teglia, in pala, dolce insomma tutte le altre tipologie». Il tutto sotto gli occhi dei giudici. Tra questi: «Tiziano Casillo, uno dei più famosi per la pizza in pala, Luciano Passeri, diverse volte campione del mondo, Imma Gargiulo, che ha partecipato a Masterchef».

Insomma un traguardo importante per un ragazzo la cui storia è cominciata quando il terremoto in Irpinia distrusse il futuro in quei luoghi della sua famiglia. Il padre Gaetano a soli quattordici anni, insieme a fratelli e sorella si trasferì ad Alessandria per poi arrivare qualche anno dopo a Sassuolo. E proprio in città, nel 1986 la famiglia aprì prima il ristorante il “Il Galeone” poi, nel ’92 l’Aragosta”. I primi passi proprio lì, insieme alla famiglia che ancora oggi è impegnata nei locali (anche la mamma Raffaela lavora all’Aragosta), poi a otto anni a fianco del nonno, dietro la cassa a staccare scontrini.

«Quando avevo sedici anni scoprimmo che mia madre era celiaca. Serviva qualcuno che si prendesse la responsabilità di preparare pizza senza glutine e lo feci io. Dopo qualche anno sono tornato a occuparmi delle pizze classiche, ma oggi siamo esperti anche del “senza glutine”». Da allora Gerardo ha continuato a studiare i segreti per preparare una buona pizza. Perché dietro questo lavoro c’è tanta passione, tanto lavoro ma anche tanto studio per affinare le tecniche: «La cosa più bella di questo mestiere per me sono le tante soddisfazioni che ti porta, il sapere di essere apprezzato. E poi, grazie al mio lavoro, ho potuto realizzare molte cose che sognavo».

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