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In tribunale per un’antenna Radio Rtl batte la Val Dragone

I giudici bocciano il rifiuto di autorizzare un aumento di potenza dell’impianto Ma Frassinoro, Montefiorino e Palagano non dovranno pagare alcun indennizzo

MONTEFIORINO. Sette anni di confronto nelle sedi giudiziarie per arrivare ad una prima certezza: Rtl aveva tutte le ragioni per fare lavori di potenziamento su un’antenna radiofonica e il diniego fornito dallo Sportello unico attività produttive (Suap) non poteva tombare la vertenza. In compenso i Comuni della Val Dragone, che non si sono neppure costituiti in giudizio, non dovranno pagare alcun risarcimento alla radio di caratura nazionale. Almeno per il momento.

La vicenda prende corpo nel 2014 quando Rtl 102,5 scrive al Suap gestito in convenzione tra i tre Comuni. Vuole essere autorizzata a modificare l’impianto di Costa Mangone. Ci sono infatti state delle interferenze con il segnale della Rai e la stessa Regione Emilia Romagna, per superare le lamentele, concede a Rtl 180 giorni per effettuare le dovute modifiche. Che non avverranno mai. Lo Sportello Unico, infatti, con una missiva del febbraio 2015 esprime ogni diniego, che ribadirà anche a maggio 2015 dopo che la radio aveva depositato alcune osservazioni, ritenute utili a dirimere il contenzioso.


Di fronte a quell’opposizione Rtl decide di fare ricorso, rivolgendosi al tribunale amministrativo regionale e citando non solo lo Sportello unico dei Comuni di Montefiorino, Frassinoro e Palagano, ma anche Arpae, l’Ausl del distretto di Sassuolo, il servizio di Igiene pubblica, il Comune di Montefiorino su cui è costruita l’antenna e la Provincia di Modena. Entrambi gli enti – va premesso – non si sono costituiti.

Ma cosa c’entra la Provincia? È proprio una valutazione della Provincia ad aver innescato il diniego del Suap ai lavori sull’antenna. A fronte di ciò, però, il Suap non avrebbe potuto concludere l’iter: «Come correttamente eccepito da Rtl – scrivono i giudici – il provvedimento di diniego del Comune trova il suo unico fondamento nel parere sfavorevole emesso dalla Provincia, ma il Suap avrebbe dovuto convocare una conferenza di servizi, incombente invece omesso, nonostante peraltro le ragioni ostative espresse dalla Provincia attenessero a profili che non paiono di sua stretta spettanza e le amministrazioni specificamente competenti (come l’Arpae) nulla avessero specificamente obiettato».

L’assenza di repliche alle osservazioni di Rtl ha ulteriormente convinto il Tar a annullare il provvedimento “per difetto di istruttoria ed idonea motivazione”. Ma nessuno pagherà un risarcimento visto che la radio aveva ottenuto, almeno inizialmente, una proroga dell’autorizzazione provvisoria dell’antenna senza poi però dimostrare eventuali perdite economiche.

F.D.

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