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Mirandola, code, tensioni e accuse al Centro vaccinale Interventi della polizia

L’assenza di filtro, prima dato dai volontari, scatena il caos A più riprese le forze dell’ordine devono riportare la calma

MIRANDOLA. Quello all’interno del circolo Aquaragia di via Dorando Pietri è rimasto l’unico centro vaccinale anti-Covid attivo nella Bassa. La struttura di San Felice è infatti stato chiuso nei giorni scorsi una volta intuito che la corsa al vaccino aveva superato i picchi di necessità e quindi l’esigenza di accogliere i cittadini non necessitava più di almeno due ampie strutture. Ma il calo delle richieste di vaccinazione, unite anche alla possibilità di inocularsi presso le farmacie che hanno aderito al protocollo regionale, hanno comportato anche una riduzione degli orari di apertura del centro vaccinale di Mirandola.

Da venerdì, infatti, la struttura resterà aperta solo tre giorni: martedì, giovedì e sabato dalle 11 alle 19. Tutto ciò, insieme anche all’ormai imminente scadenza del 15 ottobre quando per accedere ai posti di lavoro bisognerà mostrare il green pass, ha portato diverse persone a prendere una decisione finora sempre rimandata e a correre al centro vaccinale. Solo che sabato ci sono stati diversi attimi di tensione.


All’esterno si è formata una lunga coda di pazienti in attesa di poter entrare ma da un po’ di tempo è venuto meno il filtro garantito dalla Protezione civile. Il ruolo dei volontari è infatti stato determinate nei momenti di maggior picco di richieste: con cortesia si posizionavano nel parco, accoglievano gli utenti, facevano igienizzare le mani, ma soprattutto gestivano gli ingressi, evitando sovraffollamenti interni e al banco accettazione.

Da fine luglio, quando la Regione ha scelto di non rinnovare l’incarico alla Protezione civile e nonostante la disponibilità confermata dalla struttura provinciale delle “tute gialle”, il filtro è venuto meno con tutte le conseguenze del caso. Sabato si ha avuto la conferma che qualcosa non ha funzionato nel modo ideale: nessuno, forse, si aspettava un afflusso così intenso, ma le code, le accuse reciproche e la lunga attesa all’aperto ha acceso più volte gli animi tanto da obbligare i presenti a richiedere l’intervento delle varie forze dell’ordine con le pattuglia di Polizia di Stato e carabinieri che hanno fatto capolino alla pari della polizia locale dell’Area Nord: agli operatori non è rimasto altro da fare che rasserenare gli animi, trovando sì disponibilità tra la gente, esasperata però da un’organizzazione che non è apparsa impeccabile come nel recente passato.

F.D.

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