Aimag, ore decisive sul futuro Si scontrano due visioni

Quarantotto ore per decretare un futuro per Aimag: è la prospettiva che si sta delineando tra i vari appuntamenti calendariati da oggi a giovedì quando le due visioni dei soci pubblici si scontreranno. È infatti innegabile che, ancora una volta, le visioni tra l’area carpigiana e quella della Bassa (con alleati i soci mantovani) sono piuttosto divergenti. E al centro c’è sempre quel rapporto con Hera, ingombrante socio pubblico-privato. Le Terre d’Argine, infatti, sono da tempo attratte dalla grande società e già in passato erano i più propensi a pensare ad un’incorporazione poi mai concretizzata. Ora, invece, il progetto prevede la cessione del controllo direzionale (cedendo la maggioranza del Cda a Hera), operazione che lascerebbe Aimag con maggioranza pubblica in termini di proprietà, ma ne farebbe perdere ai comuni soci il controllo, l’effettiva gestione e la direzione.

Dalla Bassa, invece, arriva una richiesta di orizzonte più ampio che mira a mettere sul piatto le varie opzioni che Aimag potrebbe intraprendere: oltre all’opzione sopra indicata (progetto comunque non certo attraente o in pole per i vari sindaci di centrosinistra e centrodestra), non si può tuttavia escludere l’eventuale quotazione in borsa, partnership con altri soggetti o altre acquisizioni che mantengano la multiutility indipendente. Ecco perché la prospettiva di un advisor indipendente è condizione ritenuta indispensabile dall’asse Bassa-mantovani.


Ma le diverse visioni strategiche comportano anche una sostanziale spaccatura interna al Cda che vede la Bassa in maggioranza a fronte di una minoranza nel patto di sindacato (l’assemblea che racchiude tutti i soci pubblici). Oggi – e qui torniamo agli appuntamenti – si terrà un consiglio convocato dai consiglieri dell’Area Nord e dei comuni virgiliani. Dovrebbero votare proprio un piano per arrivare ad esplorare tutte le opzioni futuribili. Domani è invece in programma una riunione del patto di sindacato dove approderà l’ordine del giorno delle Terre d’Argine cassato la volta scorsa dal presidente Fabio Zacchi. Stavolta andrà votato e la maggioranza di Carpi, Soliera, Novi e Campogalliano potrebbe pesare nell’approvazione non unanime. E subito dopo è convocato un altro Cda, stavolta dal presidente Gianluca Verasani, che dovrebbe ratificare il percorso indicato dai sindaci, sempre che in Consiglio ci sia la maggioranza, che al momento non c’è se i tre consiglieri resteranno fedeli ai propri territori, dai quali arriva pieno sostegno e fiducia nei loro rappresentanti.