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Pavullo. Pattuzzi deluso getta la spugna: «Non resto in Consiglio comunale»

L’ex candidato chiuderà subito la sua esperienza lasciando il posto ad altri: «Tocca ai giovani»

A meno di ripensamenti, Graziano Pattuzzi non continuerà la sua esperienza politica a Pavullo dopo la profondissima delusione vissuta durante lo spoglio di lunedì, che ha visto la sua coalizione di centrosinistra mancare il ballottaggio per ben 338 voti.

«No, non ho intenzione di fare il capogruppo di minoranza in Consiglio comunale - ha detto a caldo - ho sempre sostenuto che in questa squadra debbano andare avanti i giovani per costruirsi un’esperienza, quindi penso che sarà opportuno lasciare il mio posto a uno di loro». Se la decisione sarà confermata, le dimissioni verranno formalizzare alla prima seduta di Consiglio, nella successiva si procederà poi con la surroga e l’ingresso del “sostituto”. Certo che la mancanza del candidato sindaco a incalzare la maggioranza si farà sentire: nel 2016 Stefano Iseppi, pur avendo subito una pesante sconfitta al ballottaggio, ha portato avanti lo stesso con passione per cinque anni l’impegno di capogruppo de “La Torre”, la tradizionale lista del centrosinistra, punzecchiando forte la maggioranza.


I calcoli per gli ingressi in Consiglio devono ancora essere fatti, ma è più che probabile che sia Susan Baraccani uno dei volti giovani a cui Pattuzzi fa riferimento. La 23enne di Verica, segretaria dei Giovani Democratici del Frignano, ha ottenuto un risultato eccezionale, risultando di gran lunga la più votata della Torre con 252 preferenze, più che raddoppiando le 121 dell’altra volta: «Non me l’aspettavo un risultato di questa portata - commenta - ringrazio tantissimo chi mi ha dato fiducia: ci metterò tutto il mio impegno per ripagarla qualunque sia il mio ruolo». Ma la Torre ha avuto anche un altro ottimo giovane: il 26enne Matteo Manni, segretario provinciale dei Gd, che ha portato a casa 140 voti. Il consigliere uscente Aroldo Corsini è stato il secondo più votato in lista con 155 preferenze: meno delle 226 di cinque anni fa ma sempre un ottimo risultato. Il punto è che nella Torre i candidati con più di cento preferenze sono stati solo loro tre, mentre nel 2016 erano ben nove. Su tutti Stefania Cargioli, che ebbe la bellezza di 372 preferenze risultando la più votata di tutta la tornata. La sua mancanza si è fatta sentire: con quei voti adesso ci sarebbe Pattuzzi al ballottaggio. Così la Torre ha chiuso nel 2021 con soli 979 voti: un tracollo rispetto ai 2.238 del 2016. Ecco le ragioni della sconfitta. Tra gli alleati, disastroso il risultato di Volt allo 0,66%, buono invece quello della lista Pattuzzi Sindaco al 13,01%: meglio della Torre stessa (ferma al 12,14%). Qui a brillare è Francesco Piggioli con 142 preferenze: un ottimo esordio. Ma è anche l’unico “centenario” della lista.

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