Per l’associazione Futuro binomio con istituto Charitas

Pietro Gasparin

La possibilità di un futuro migliore, la riscoperta di sé stessi, un’occasione per ripartire da zero: questi sono solo alcuni dei tanti motivi che spingono gli uomini e le donne dell’associazione “Futuro” a continuare la loro battaglia per una società più inclusiva ed attenta al prossimo. Questa sera avrà luogo uno dei tanti progetti di questa organizzazione per raccogliere fondi per le loro iniziative.


«Da ormai diversi anni collaboriamo con varie realtà modenesi impegnate nel sociale, come l’istituto Charitas Asp, con cui lavoriamo in diversi progetti», dice Pierluigi Bancale, presidente di “Futuro”. «Questa sera ci ritroveremo nella splendida cornice di villa “la Personala” presso San Giacomo Roncole a Mirandola. La location ci è stata gentilmente concessa da un’amica e sostenitrice della nostra associazione: Angelica Ferri Personali che ci ospiterà nella sua casa di famiglia, ricostruita in nove anni dopo il sisma del 2012».

Anche la scelta del luogo in cui si svolgerà l’evento si sposa infatti benissimo con i valori di “Futuro” e dell’istituto “Charitas Asp”, da sempre in prima linea in svariate battaglie sociali in diversi campi. «Le persone che aiutiamo e sosteniamo hanno, molto spesso, perso ogni speranza di “istituzionalizzarsi” al nuovo mercato del lavoro. Il nostro scopo è quello di farle rinascere, di trovare i mezzi emotivi e tecnici per riprendere in mano le loro vite, come “La Personala” è rinata dopo il terremoto che l’ha devastata” puntualizza Bancale. Tra i filari di vite, circondati dalla romantica bellezza di una villa tardo medievale, si svolgerà un vero esempio di solidarietà e cooperazione per aiutare “Futuro” in ogni sua sfida. «La cena sarà rivolta prettamente all’ottenimento di fondi per alcuni dei progetti di punta dell'associazione. Il “talento riscoperto” che si occupa dell’inserimento socio lavorativo di persone over 45, per il progetto “Un villaggio per crescere” in collaborazione con Porta Aperta, fondamentale per colmare la povertà educativa di minori e per “Tre step”, progetto per la comunicazione aumentativa alternativa degli ospiti della residenza», racconta Mauro Rebecchi, presidente dell’Istituto Charitas.