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Sassuolo. Bilancio di Cersaie, il faro della ceramica si mette alle spalle la crisi del Covid

Chiusura positiva per la manifestazione con 623 aziende Il 38% straniere. Savorani: «Un riferimento mondiale»

MODENA Si è chiuso Cersaie, uno dei primi grandi appuntamenti fieristici internazionali in presenza nel nostro paese dopo lo scoppio della pandemia da Covid -19. I numeri degli organizzatori dell’edizione numero 38, sono ufficiali. Quasi 63mila persone hanno varcato i cancelli del quartiere fieristico di Bologna nei cinque giorni di apertura della kermesse. Pochi? Molti? Nel 2019 (l’edizione 2020 come si sa è saltata) erano stati più di 112 mila, poco meno del doppio. La percentuale di ospiti stranieri, due anni fa vicina al 50% del totale, è stata del 38%; lusinghiera, viste le difficoltà di spostamento a cui erano costretti soprattutto coloro che provenivano da altri continenti.

«Sono convinto che gli investimenti fatti dai 623 espositori di Cersaie 2021 abbiano avuto il miglior ritorno possibile da una fiera che ha confermato la propria importanza nazionale e internazionale presso i distributori, gli architetti, i posatori, gli operatori del real estate», commenta Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica a chiusura della manifestazione.


Il Salone internazionale della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno, spiegano sempre gli organizzatori, ha risposto alle migliori attese delle imprese che hanno creduto (non tutte) nella possibilità di investire in fiera, per tornare a incontrare direttamente i propri clienti, presentandosi con le più recenti innovazioni di prodotto.

«Nei quindici padiglioni del quartiere fieristico di Bologna interamente occupati – pari a 150.000 metri quadrati di superficie complessiva – hanno esposto 623 aziende, di cui 361 del comparto piastrelle di ceramica, 87 dell’arredobagno, 175 appartenenti ai settori della posa, delle materie prime, delle nuove superfici, delle attività di servizio. Una rassegna – continuano gli organizzatori di Cersaie – dalla forte connotazione internazionale, confermata dai 238 espositori esteri – pari al 38% del totale – e dai 28 paesi rappresentati».

La fiera si è svolta nel rispetto di tutte le normative previste, in modo da permettere una partecipazione in sicurezza, in particolare con l’obbligatorietà del Green Pass non solo per l’ingresso alla manifestazione, ma anche per le fasi di allestimento e disallestimento, attualmente in corso.

«L’ampio programma di eventi di Cersaie ha avuto una significativa partecipazione ed efficacia – rileva Emilio Mussini, vice presidente di Confindustria Ceramica, alla guida delle Attività Promozionali e Fiere –. I quasi 600 partecipanti alla lectio magistralis di Shigeru Ban, la presenza nella Contract Hall di dieci primari studi di architettura a livello italiano ed europeo, la mostra del progetto G124 voluto da Renzo Piano per la riqualificazione delle periferie con l’impegno di giovani architetti, i diciotto Cafè della Stampa nei cinque giorni, i seminari sulle lastre ceramiche alla Città della Posa, i 180 delegati del Cersaie Business, sono alcuni degli aspetti che hanno qualificato questa edizione».

Cersaie prosegue fino all’8 ottobre attraverso il Cersaie Digital, vetrina dei prodotti e luogo di incontro tra espositori e visitatori, un valido supporto per la partecipazione fisica dei visitatori che verrà senz’altro sviluppato in futuro.

La prossima edizione della manifestazione è già in calendario; si terrà dal 26 al 30 settembre 2022. Design e sostenibilità erano le due parole d’ordine di Cersaie 2021: ecco spiegato il successo della lectio del visionario architetto Shigeru Ban, precursore dell’utilizzo dei materiali cosiddetti poveri, gran finale della manifestazione fieristica. Resta infatti una pietra miliare della storia dell’architettura il suo scenografico padiglione per l’Expo 2000 di Hannover, una galleria di oltre settanta metri di lunghezza realizzata con tubi di cartone. E anche quella che è (per ora) l’unica sua realizzazione nel nostro paese, la Paper Concert Hall (più conosciuta come L’Aquila Temporary Concert Hall) progettata dopo il terremoto del 2009; ha la struttura portante d’acciaio tamponata con sacchi d’argilla espansa rivestiti di cartone precompresso. Premio Pritzker per l’architettura sette anni fa – corrispettivo del Nobel per questa disciplina – Ban ha spiegato a Cersaie perché a un certo punto ha deciso di lavorare per le persone in difficoltà. «Voglio migliorare – ha detto venerdì a Bologna – la vita di queste persone».

Ban segue come detto innumerevoli progetti per aiutare chi la casa l’ha persa, per cause naturali o belliche. Un impegno tradotto anche nella fondazione della rete di architetti volontari Van (Voluntari Architects’ Network), attivi nel settore delle costruzioni per l’emergenza, a cui recentemente si deve la sperimentazione in Giappone di postazioni modulari per la somministrazione del vaccino anti-Covid19, interamente di carta e cartone, o la costruzione di un ospedale temporaneo a seguito del terremoto di pochi mesi fa ad Haiti.