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Al Museo di Modena... si fa ordine e spuntano i vecchi tesori

Per la prima volta in Italia il corso Re-Org già visto in 145 realtà nel mondo Gli operatori hanno riorganizzato i 4200 metri quadri del deposito di via Cavazza

MODENA Tute bianche, alta professionalità, entusiasmo e tanto, tanto lavoro è ciò che ha accomunato per tutta la settimana una ventina di operatori provenienti da dieci importanti musei della nostra regione, rimasti in residenza a Modena per partecipare attivamente al riordino del deposito del Museo civico di Modena di via Cavazza.

Modena, al museo Civico si riordinano i tesori d'arte


Gli operatori hanno partecipato alla fase conclusiva del corso di formazione professionale denominato Re-Org, promosso dalla Regione con il coinvolgimento del Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali (Iccrom), un ente fondato nel 1956, tra i più accreditati a livello internazionale in materia di conservazione del patrimonio.

Re-org è stato creato dal francese Gael De Guichen, uno tra i massimi esperti di conservazione preventiva, ora responsabile e formatore di questo metodo che in quasi un decennio, è stato applicato a oltre 145 musei in tutto il mondo, attraverso workshop pratici, sessioni di tutoraggio e formazione online.

A guidare la sessione formativa all’interno del deposito di Modena, che comprende 6 capannoni per un totale di 4200 mq di superficie, è stato proprio lui, Gael De Guichen in persona: «L’obiettivo che ci siamo dati – ha spiegato l’esperto – è stato quello di riordinare una parte del deposito affinché non ci si metta più di 3 minuti di orologio per rintracciare ciò che si cerca. È la prima volta che applichiamo il metodo in Italia e sono davvero entusiasta per gli obiettivi raggiunti in questa settimana. Ringrazio la direttrice Francesca Piccinini per avermi invitato: è lei che ha voluto assolutamente questa formazione che è stata per me l’occasione di conoscere le meraviglie di Modena e del Museo civico».

C’era allora la squadra gialla che si è occupata di ridare vita allo straordinario fondo di burattini e marionette del Museo civico, raggruppando i pupazzi per “famiglie” (i personaggi della Commedia dell’arte, quelli delle opere liriche, le figure caratteristiche come il soldato o il religioso) e collocandoli nelle strutture aperte realizzate apposta con materiali di recupero. La squadra verde, che ha curato il trasferimento di ceramiche, vasi per i medicamenti e strumentazioni provenienti in origine dalla Farmacia Sant’Agostino e dalla Farmacia Franzoni; quella viola, che ha radunato e catalogato gli innumerevoli oggetti appartenenti alle raccolte etnologiche; la blu, che invece ha riorganizzato, conservandole nelle nuove cassette perfettamente impilabili, tutti i materiali ceramici e le terrecotte del Museo d’arte, e infine la squadra rossa che ha messo ordine tra i cinquecento disegni del Fondo di architettura Poletti e tra gli oggetti delle nuove donazioni e acquisizioni.

«Come staff del Museo civico – ha concluso Silvia Pellegrini, conservatrice archeologa - abbiamo partecipato a questo corso con l’intento di rispondere all’esigenza di un aggiornamento di formazione in termini conservativi e nell’ambito di un progetto di più ampio respiro che prevede nei prossimi anni un ampliamento non solo dei depositi, che potranno, in futuro, essere aperti al pubblico in occasioni particolari, ma anche delle sale espositive collocate al terzo piano del Palazzo dei Musei in Sant’Agostino».

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