Modena, "Doping? No, è per fare sesso: ora mi sto disintossicando"

Le dichiarazioni di un 43enne modenese imputato a Reggio

MODENA. «Ho tentato più volte di smettere, ma senza quelle sostanze non avevo una vita sessuale. Mi sentivo un fallito». Così un 43enne modenese imputato per doping in tribunale a Reggio. Nel 2017 (lavorava nella sicurezza nei locali reggiani) è stato coinvolto in un’indagine su traffico di anabolizzanti. Ne aveva ordinati su internet alcuni provenienti dall’estero, ma la dogana ha fermato la spedizione e il Nas ha deciso di eseguire una perquisizione per verificare se il soggetto detenesse altri prodotti a casa, trovandone una quantità tale da far scattare l’accusa di “utilizzo e somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni degli atleti” (il reato di doping aggiornato in un articolo). Secondo la Procura il 43enne avrebbe usato quegli steroidi per scopi agonistici, “per favorirne l’uso da parte di terzi” e per falsare le competizioni. Al contrario la difesa, rappresentata dall’avvocato Simone Bonfante del foro di Modena, intende dimostrare che quell’ingente quantità di sostanze trovate in casa fosse compatibile con l’uso personale, che lui non frequentasse ambienti sportivi né li cedesse ad altri. Sul banco dei testimoni ha poi sfilato la moglie. «Ci conosciamo da 19 anni. Sapevo tutto. Lui usava quelle sostanze per continuare ad avere rapporti sessuali. Senza quei flaconi diventava impotente, depresso e così debole da non riuscire ad alzarsi dal letto per svolgere le attività quotidiane». L’imputato ha spiegato di usare quei prodotti dall’adolescenza quando aveva un fisico esile e che ora sta cercando di disintossicarsi. Il giudice ha rinviato al 4 novembre per la probabile sentenza.