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Spilamberto/ Il padre di Sara: «Non so il perché ma mia figlia non c’è più»

Spilamberto. La notizia della tragedia si è sparsa in fretta a Spilamberto, dove la famiglia Cuomo abita in centro: da parte del sindaco Umberto Costantini subito «le più sentite condoglianze a nome di tutta la comunità alla famiglia, in questo momento terribile».

Ieri pomeriggio a casa papà e mamma erano stretti nel loro dolore, e così la sorella e il fratello di Sara. Il padre Ciro ha trovato però lo stesso la forza di dire due parole: «Lavorava per un’impresa di pulizie da due anni, stava andando a fare il suo dovere come ogni mattina dopo essersi alzata alle 5 - spiega con gli occhi ancora gonfi dal pianto - era una ragazza straordinaria, gioiosa e attaccata alla famiglia: non riesco a credere che sia capitato davvero, non riesco a credere che non ci sia più. Non so come sia successo, io so solo che nostra figlia non c’è più, e che questo per noi è insopportabile».



L’appartamento è in un edificio semplice a due passi dal centro, dove abitano anche diversi stranieri che come i famigliari hanno reagito con incredulità totale alla notizia: «No, non può essere vero: ma siete certi che sia morta?» dice Harriet, 55enne originaria del Ghana ma ormai cittadina italiana, mentre scende dalla macchina con la figlia. «Sono sconvolta, è sempre stata una ragazza così gentile... Ci vedevamo tutte le mattine, partivamo spesso insieme verso le 5.20 per andare al lavoro. Ieri mi ha anche tenuto aperta la porta: “Passa, passa” mi ha detto, vedendo che ero indaffarata. Sono veramente sconvolta».

E così anche gli altri inquilini del palazzo: «Una ragazza per bene, che abitava con i genitori cercando di dare sempre il massimo per la sua famiglia: è terribile quello che è successo». «Mi dispiace da morire - dice un’amica - Sara era una bravissima ragazza lavoratrice e un’ottima zia: non doveva proprio succedere, è terribile». La sorella di Sara infatti ha due bimbe, e lei andava matta per queste nipotine su cui riversava tantissimo affetto.

Basta un giro per il centro per vedere ancora sconcerto e incredulità nei negozi che la ragazza frequentava abitualmente: «Non è possibile, è stata qui l’altro giorno, sorridente come sempre». Questa la fotografia di una tragedia che anche in paese richiederà tanto tempo per poter essere elaborata.