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Sassuolo. «Al Baggi classe da 36 per l’ora di spagnolo»

Alcuni genitori preoccupati per assembramenti e didattica. La dirigenza: «Massimo rispetto della normativa anti-Covid»

Capita che all’istituto tecnico superiore Baggi, durante le ore di spagnolo alcune classi vengano divise e incorporate ad altre: se da parte della dirigenza dell’istituto, interpellata, questo porta a un arricchimento per i ragazzi che hanno in questo modo possibilità di confrontarsi con altri, alcuni genitori hanno sollevato perplessità.

«Non è possibile che nello stato di emergenza attuale si vengano a creare “classi pollaio” come quella in cui vengono trasferiti i nostri figli», questa la denuncia dopo essere venuti a conoscenza della situazione.


«Da lunedì – racconta una donna – l’insegnante di spagnolo è assente. Nella classe di mia figlia normalmente sono 29. Nell’ora di spagnolo i ragazzi vengono divisi tra chi studia spagnolo e francese. I primi, che sono sedici, vengono a loro volta divisi. Per fare un esempio, otto di loro sono stati inseriti in un’altra classe che conta 28 alunni, andando a formare un nucleo di 36 persone».

La questione che in sostanza viene portata all’attenzione è la preoccupazione rispetto a quello che i genitori considerano un doppio rischio: da un lato la formazione di classi che sfiorano i quaranta studenti, dall’altro il “mescolamento” tra membri di diverse sezioni. I genitori specificano come gli insegnanti in queste maxi-classi che trascorrono insieme solo l’ora di lingua straniera, siano sempre in due. Stupiti da queste segnalazioni, dal Baggi la dirigente scolastica Mariacristina Grazioli, il vicepreside Carlo Cigliana, la vicepreside Francesca Bettini, e il professore Pasquale Falconetti che è responsabile del servizio prevenzione e protezione, assicurano che non vi è nessun motivo per cui preoccuparsi. «È vero che c’è un gruppo classe più numeroso – riferisce la professoressa Francesca Bettini – ma è stato studiato nei minimi dettagli. Abbiamo questa classe sperimentale di spagnolo che seguendo le normative Covid abbiamo inserito in due aule molto ampie allestite appositamente. Quella evidenziata come criticità, ossia il mescolamento tra varie sezioni, è una cosa che noi possiamo vedere come una potenzialità». Il vicepreside, il professor Cigliana evidenzia la stabilità di tali gruppi: «Sono sempre gli stessi ragazzi e teniamo sotto controllo il tracciamento. Fino ad ora non si è ammalato neppure un ragazzo in classe». La dirigente scolastica Mariacristina Grazioli interviene: «Non abbiamo sul nostro tavolo alcun tipo di preoccupazione. I genitori il 9 settembre hanno ricevuto un piano scuola dettagliato in cui abbiamo spiegato gli interventi che avremmo fatto didatticamente. Le articolazioni dei gruppi sono sempre fatte nell’ambito delle precauzioni Covid. In aula c’è il docente titolare e un altro esperto di lingue straniere, non necessariamente la stessa lingua».

«I locali sono arieggiati prima e dopo le lezioni e gli studenti mantengono sempre le stesse postazioni. Vengono usati spazi ampi, aula magna e un laboratorio. Nessuno ha messo i ragazzi in qualche luogo insalubre», chiude il professore Pasquale Falconetti.

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