«I problemi sono iniziati insieme al Frecciargento»

Gianluca Guaitoli è un pendolare della tratta Modena-Carpi «Bisogna investire sulle infrastrutture vecchie e logore e sostituirle definitivamente»

«Sono un pendolare del treno Modena - Carpi da ben 25 anni», inizia così la lettera di sfogo di Gianluca Guaitoli, rimasto coinvolto nell’odissea di ieri.

«Ho sempre sperato nei miglioramenti sulla linea e nel corso degli anni qualcuno ce n’è stato – continua – per esempio i nuovi treni regionali chiamati Pop e Rock, la cosiddetta nuova flotta dei treni moderni per i pendolari regionali. Su questa linea regionale viaggiano, curiosamente, due treni Freccia: uno, il Frecciargento 9301, che ferma a Carpi alle 6.31 del mattino e prosegue la sua corsa verso Roma, il secondo è il Frecciargento 9328 che parte da Modena alle 22.18. Due treni voluti fortemente dall’amministrazione del Comune di Carpi. Peccato che a farne le spese siano, oltre a noi pendolari, i passaggi a livello evidentemente non tarati per il passaggio di questi treni ad alta velocità. Immancabilmente, al loro passaggio, si rompono. Sono anni, da quando si sono voluti inserire questi due treni, che il problema è costante e risaputo: nonostante ciò persiste».


«Stamattina, però, si è superato il limite dell’assurdo: alle 6.40 il treno regionale 22456 da Modena a Mantova si è bloccato a Quattro Ville, una fermata fantasma dove non sale o scende nessuno, per lasciar passare il Frecciargento 9301. Alle 6.45 eravamo ancora fermi lì tutti noi pendolari sapevamo già che cosa stava succedendo: ancora problemi di passaggi a livello rotti. Il capotreno ci avvisa del disguido e riferisce che stanno per arrivare gli operai per il pronto intervento. Alle 7.35 eravamo ancora fermi:il capotreno ci ha avvisato che tra 15 minuti sarebbero arrivati gli operai. Prima dov’erano?».

«In conclusione, ho varcato la soglia del marciapiede di Carpi alle 8.05 – prosegue la lettera – maturando un ritardo sul posto di lavoro di un’ora e un quarto. Ho preso il treno a Modena alle 6.30 e sono sceso a Carpi alle 8.05: un’ora e mezzo di tempo rubato. Questo è il problema, perché investire su nuovi treni sempre più belli ed efficienti e accontentare un’amministrazione capricciosa infilando su una linea piccola anche un Frecciargento non basta: bisogna invece investire sulle infrastrutture vecchie e logore sostituendole definitivamente. Invece di ripiegare sul pronto intervento dell’ultimo minuto, che interviene dopo un’ora dalla chiamata e mette un cerotto temporaneo. Questi amministratori comunali che hanno avuto i loro capricci forse non sanno che per mettere i treni ad alta velocità bisogna anche potenziare qualcosa, ma senza investire non succede il miracolo. E pensare che a Carpi vogliono pure fare un polo universitario: ma chi rischia di venire a Carpi con una linea simile? Se non si vogliono impiegare soldi per investire sulle infrastrutture esistenti, allora, bisognerebbe anche dimostrare il buon esempio, con la dignità di fare un qualche passo indietro».

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