Sul web annunci disperati: «Una statua a chi trova stanza»

Tra chi offre alloggi su internet spesso si specifica “No universitari” La casa resta un dramma anche per i lavoratori

Annunci rivolti a lavoratori e canoni mensili anche di settecento euro al mese. Gli studenti fuori sede sono tornati a Modena per le lezioni. Talvolta però il ritorno è virtuale e la didattica a distanza non c’entra. Prima di insediarsi in città serve una sistemazione e la soluzione non sempre è dietro l’angolo.

La Rete degli Studenti ha stilato nella primavera 2020 un’analisi su 1.573 fuori sede emiliano-romagnoli, di cui 82 accolti ai piedi della Ghirlandina. Ben 436 (il 27,7%) hanno trovato alloggio con gruppi e pagine Facebook. In effetti, le alternative in rete non mancano. Il gruppo “Affitti Modena - Cerco/Offro Affitto Casa/Appartamento/Camera/Stanza” ha raccolto oltre 12.900 partecipanti in più di quattro anni di attività. Tale gruppo pubblico è attivo dal 7 ottobre 2017. Le statistiche di Facebook mostrano una media di otto post al giorno. Nel mercato virtuale non tutti gli annunci sono rivolti agli studenti. In molti casi è infatti specificato che gli affitti valgono per esclusivamente di lavoratori, talvolta di un unico genere. Espressioni come «urgente» o «urgentemente» rappresentano “calamite” per l’attenzione in un contesto a scomparsa. È predominante la linea di rispondere agli annunci in privato e la ricerca può essere non facile. Un esempio lampante è espresso non da uno studente, ma da un’insegnante.


«Sono una giovane docente e sono alla folle ricerca di una stanza nel centro storico nei pressi di viale Monte Kosica – si legge nell’annuncio – Qualcuno sa di stanze da affittare? Se qualcuno riuscisse a trovarmela gli faccio una statua, giuro». Un discorso simile vale per il gruppo “Cerco / Offro Affitti, Casa, Appartamento, Stanza Modena”, che dal 29 giugno 2015 raduna in rete oltre 30.500 utenti. Vendite e affitti si alternano nella duplice prospettiva di chi cerca e chi offre. In determinati annunci si ripetono i paletti per gli studenti. «Io studente e altri ragazzi studenti fuori sede siamo costretti a tornarcene presso le proprie residenze – denuncia un giovane al nostro giornale – non potendo frequentare le lezioni, quindi a Modena il diritto allo studio non è garantito».

«Abbiamo una serie di progetti “hardware” relativi alle politiche dell’abitare - annuncia l’assessore alla Città universitaria Andrea Bortolamasi - e ai servizi per gli studenti e per la didattica». Bortolamasi non aggiunge altro, dando appuntamento entro la fine dell’anno. Intanto, c’è chi passa da locatario a locatore.

«È più comodo avere casa mia – assicura Marta Corrado, studentessa Unimore di Psicologia – e si evitano incomprensioni con il proprietario. Con la ragazza in affitto viviamo un rapporto molto stretto, quasi se fossimo sorelle». Un consiglio utile? «Mettere le carte in chiaro sin dall’inizio», replica la giovane.

G.F.

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