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Modena. Tamponi in ritardo, una classe fermata per sei giorni

Lungaggini nella refertazione per gli alunni delle Ferraris Tra scuola e Ausl versioni differenti sull’invio delle mail

Sono arrabbiati gli insegnanti e i genitori di una classe prima della medie Ferraris di Modena che a causa del ritardo della refertazione dei tamponi da parte dell’Ausl è stata costretta a fare cinque giorni di Dad.

«Nonostante le tante promesse i fatti purtroppo sono andati così – racconta la professoressa Elisa Turrini insegnante di lettere di una delle due classi – sabato ci è arrivata la notizia di un caso di positività in ambito scolastico che aveva avuto contatti con gli alunni il lunedì precedente. A quel punto la referente Covid della scuola ha tentato immediatamente di mettersi in contatto con l’Ausl per avviare la procedura di tracciamento riuscendo però ad avere una risposta da parte della Sanità pubblica solo la domenica pomeriggio. L’Azienda ha così fatto partire la procedura di quarantena inviando la comunicazione alla scuola che stabiliva l’inizio della quarantena a partire da lunedì con la convocazione per i tamponi molecolari all’hub il martedì».


Dopo che la referente Covid ha avvisato, di domenica, tutte le famiglie attraverso mail e chat di classe, il lunedì mattina è stata attivata subito la Dad per entrambe le classi coinvolte.

«Gli esiti dei tamponi – continua Turrini – sono arrivati in parte mercoledì, ma abbiamo capito che non erano tutti, perché l’Ausl non ha dato alcuna comunicazione alla scuola per quanto riguardava la fine quarantena. Quindi anche giovedì è continuata la Dad. Stanchi di attendere, la referente Covid ha richiamato la Sanità pubblica il giovedì ma ancora tutti i risultati non c’erano e una delle due classi non ha potuto che rimanere in quarantena per un’intera settimana».

La situazione si è risolta solo ieri quando dopo la terza telefonata per capire cosa stesse succedendo la referente Covid ha riferito che le è stato risposto che la mail di fine quarantena in realtà era stata spedita da parte dell’Ausl il giovedì anche se la scuola, dopo una scrupolosa verifica, ha affermato di non averla mai ricevuta. Nel frattempo l’Ausl ha fatto sapere di essere molto dispiaciuta per quanto accaduto ma dall’Azienda ritengono che il disguido si è verificato perché c’è stato un problema di ricezione della mail da parte della scuola e se ciò non fosse accaduto il ritardo non avrebbe superato un giorno lavorativo.

«Nonostante si continui a ripetere che i ragazzi in età scolare devono avere la priorità sulla refertazione dei tamponi – sottolinea un genitore della classe molto arrabbiato – purtroppo ci tocca constatare che non è così, nonostante siamo in una delle regioni dove la sanità pubblica funziona al meglio. Questo lo reputo gravissimo visti i danni della Dad. Comunque anche tre o quattro giorni di attesa per il risultato sarebbero stati troppi. Ci avevano garantito a inizio anno scolastico gli alunni non avrebbero atteso più di 24 ore». I commenti negativi non si sono fatti attendere nemmeno dagli altri insegnanti: «La salute e la sicurezza dei nostri ragazzi sono la prima cosa da tutelare – ha aggiunto Barbara Bergamini, professoressa di matematica – ma non possiamo dimenticare o sottovalutare il loro diritto di tornare ad una vita normale o di avere spiegazioni sui tempi e sui modi in cui potranno riprendere le attività quotidiane sia loro che le loro famiglie. Sebbene ci sia stato da parte di tutti della scuola, degli insegnanti, dei genitori e soprattutto dei ragazzi una grandissima collaborazione e impegno, ancora una volta il ricorso alla Dad ci ha “rubato” qualcosa. Ai ragazzi più in difficoltà ha tolto la possibilità di essere seguiti e aiutati e a tutti noi ha sottratto un po’ di quelle relazioni umane fatte che si stanno con entusiasmo costruendo in questi primi giorni di scuola».

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