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Zocca. Tanta festa ma poca castagna: «Quest’anno produzione a -40%»

Bloccata per Covid nel 2020, da domani torna la kermesse che però fa i conti con l’annata “avara”

Zocca. Domani inizia la 44esima Sagra della Castagna, l’evento autunnale clou che con le sue tre domeniche, 10-17-24, richiama a Zocca migliaia di persone.

L’edizione di quest’anno sarà la prima che vedrà la partecipazione del neonato Consorzio agro-silvo castanicolo dell’Appennino modenese, impegnato con varie attività che hanno ricevuto anche il patrocinio della Regione. Dal laboratorio del gusto, in cui verranno proposte in vari orari della giornata degustazioni di castagne e marroni abbinate ai diversi vini, ai numerosi incontri con ricercatori della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, passando per proiezioni di documentari sui castagni, scultori all’opera e molto altro ancora. «Il consorzio si presenta per la prima volta al grande pubblico – sottolinea il vicepresidente Stefano Fogacci – e lo fa proponendo un programma innovativo e con gli occhi puntati sulla qualità. Durante questa edizione vogliamo farci conoscere il più possibile, perché il nostro è un consorzio che non si rivolge solo ai produttori di castagne e marroni ma a tutti coloro che fanno agricoltura nel loro piccolo e in generale a tutte le persone che vivono in Appennino. Abbiamo organizzato tantissime attività interessanti per promuovere il prodotto e istruire il consumatore, spesso con una cultura della castagna superficiale che non gli consente di distinguere, per esempio, una castagna da un marrone. In questa direzione e non solo sono orientati i vari laboratori proposti e gli incontri con i ricercatori dell’Università».


L’edizione 44 si preannuncia però ancora complicata. Se lo scorso anno la minaccia principale l’evento fu frenato dalle restrizioni, che permisero lo svolgimento di sole due domeniche, quest’anno il problema è la produzione. La siccità, il vento caldo e il grande secco che hanno caratterizzato i mesi estivi hanno infatti minato non poco il raccolto. «È sicuramente un’annata negativa – evidenzia amaro Fogacci – una delle peggiori degli ultimi anni insieme a quella del 2003. Purtroppo ha piovuto pochissimo e questo, unito all’incessante vento caldo che ha accompagnato l’estate, è stato deleterio per i nostri castagni. E mi sento di dire che anche il cambiamento climatico ha avuto un ruolo in tutto ciò».

I produttori locali non nascondo le difficoltà dell’annata 2021, che riserva però anche qualche lato positivo. «Fa parte del gioco» dice Maurizio Mesini dell’azienda Fratelli Mesini, una delle più grandi del territorio. «Le piante nel complesso hanno retto, nonostante la grande siccità – osserva – a risentirne però è la produzione di quest’anno, sicuramente più sana ma in quantità nettamente inferiori rispetto agli standard. Per noi si tratta di quasi 200 quintali in meno, che vuol dire un calo di circa il 40%. Le ultime piogge non hanno aiutato: hanno contribuito ad aumentare la crescita rapida del prodotto, abbassandone però la resa».

Tornando alla festa, per quanto concerne la parte enogastronomica saranno quattro le aree adibite a stand e street food, come spiega il presidente della Proloco Zocchese Enrico Righetti: «Finalmente, dopo la parentesi dello scorso anno, torniamo a pieno regime. Ovviamente non trascureremo le misure di sicurezza, a cui ci siamo attenuti fin dal primo momento. Avremo un’area gastronomica per ogni piazza, quindi quattro in tutto, dove le varie associazioni (da quelle sportive alla pubblica assistenza) proporranno prodotti tipici come crescentine, borlenghi, castagnacci, ciacci e tanto altro. Ovviamente non mancheranno i caldarrostai, che avranno un’area dedicata per loro spettacolari spadellate. In questa prima domenica sarà presente anche Andrea Barbi, con il suo show “Ci vediamo in piazza” in diretta su Trc. Per accedere ovviamente sarà necessario il green pass».

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