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Il precedente. Cent’anni fa i fascisti incendiavano la Camera del Lavoro di Modena

MODENA. Quasi cent’anni fa. Sabato scorso a Roma l’assalto dei neofascisti di Forza Nuova contro la sede della Cgil. Il 5 agosto 1922 di notte a Modena gli assalti e gli incendi contro la Camera del Lavoro e tre cooperative di consumo operaie (due in città e una a Novi).

Quei raid di un secolo fa cadevano alla fine delle violenze fasciste contro socialisti, comunisti e anarchici e infatti, a livello locale segnarono la fine di ogni attività modenese del sindacato unitario di sinistra (quello anarchico non venne aggredito perché considerato troppo pericoloso avendo respinto altre tre assalti dei fascisti). Vennero assaltate anche le due cooperative di consumo cittadine, a San Lazzaro e ai Mulini Nuovi. Furono bastonati i passanti per intimidirli.

E alla fine vennero appiccati gli incedi. A Novi fu devastata e data alle fiamme la sede della cooperativa dei braccianti locale. Un unico raid, quattro obiettivi sincronizzati. Lo scopo (e l’esito effettivo) era di stroncare per sempre la resistenza sindacale e socialista all’ascesa dei fascisti anche a livello locale, considerando che a Modena la sinistra era molto forte e addirittura era in carica per la prima volta un sindaco era un socialista: Ferruccio Teglio.

Di questo episodio gravissimo e drammatico rimase traccia fino al Dopoguerra. Dei singoli fatti, a parte il raid alla Camera del Lavoro documentato anche da fotografie, pochissime tracce e quasi nessuna testimonianza diretta. Ne parliamo con Claudio Silingardi, storico e vicepresidente dell’Istituto Storico.

Vediamo le tappe della distruzione della Camera del Lavoro di Modena.

«Il raid avviene la notte del 5 agosto ma bisogna risalire al 31 luglio quando fu proclamato uno sciopero generale nazionale. L’intento era di salvaguardare il rispetto e le libertà individuali e delle attività sindacali. Venne battezzato Sciopero Legalitario. Durò alcuni giorni ma non ebbe successo. Fallì proprio per la paura di altre violenze fasciste e per una scarsa adesione degli operai».

A Modena l’adesione è scarsa?

«Sì, sostanzialmente interessa la Manifattura Tabacchi, le Officine del Gas, le Officine Meccaniche Italiane e la Montecatini. Sono situazioni isolate. La città è abbastanza “sotto controllo” per le agitazioni e le proteste. Da parte fascista si decide di agire, in base a un piano preordinato nei dettagli, di colpire alcune realtà in modo organizzato».

Cosa accade la sera del 5 agosto?

«L’azione prevede la presenza non solo di fascisti modenesi ma anche ferraresi e veneti. Alle 10 di sera si concentrano nella zona di Sant’Agostino. Partono tre squadre in città e una a Novi. A Modena distruggono e incendiano le cooperative di consumo ai Mulini Nuovi e a San Lazzaro, ma l’azione più importante è alla Camera del Lavoro che allora si trova nell’attuale piazzale Boschetti dove oggi c’è il ristorante Il Giardinetto».

Com’è la Camera del Lavoro ?

«Quella Unitaria (socialista) è nella Casa del Popolo, costruita nel 1912. Il palazzo è presidiato: tra il ’21 e il ’22 subisce 5 tentativi di incendio e distruzione. Quando a mezzanotte i fascisti arrivano, fuori ci sono le guardie che cercano di impedire l’irruzione. I fascisti lanciano una bomba incendiaria nel salone delle Adunanze. Le guardie si allontanano e i fascisti irrompono con le taniche, spargono la benzina e danno fuoco. Mentre brucia il piano terra, dal piano superiore gettano in strada documenti e mobili e li distruggono».

Dopo cosa accade?

«I fascisti se ne vanno da soli. Era un’azione così perfettamente organizzata. Ma prima di andarsene impediscono a lungo ai mezzi dei pompieri di accedere alla piazza per spegnere l’incendio. Appena si assicurano che l’incendio è compiuto, se ne tornano in Sant’Agostino e ripartono sui camion. Di questa azione si vanteranno a lungo. I quattro raid avvennero alla stessa ora».

Che conseguenze ci furono?

«La Camera del Lavoro non riaprì più, fu sciolta poco dopo, l’edificio venne venduto nel gennaio 23. Fu il colpo di grazia al movimento operaio»