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Pavullo, travolta in bici, muore dopo tre anni di coma

Graziella Gatto fu investita ai Baldaccini sotto gli occhi del marito da un’auto guidata da un modenese in sorpasso vietato

PAVULLO. Morta tre anni dopo il terribile incidente. E’ il tragico epilogo di quanto accaduto il 3 giugno 2018 a Madonna dei Baldaccini, lasciando una scena difficile da dimenticare.

La vittima è Graziella Gatto di Treviso, infermiera 56enne all’epoca che stava facendo un giro in bici con il marito e due amiche. La comitiva era salita da Spilamberto e stava procedendo in fila indiana verso Pavullo quando nel rettilineo davanti alla Gold Art accadde l’impensabile: la grossa Peugeot 508 bianca condotta verso pianura dal 49enne modenese C.C. invase la corsia opposta tentando il sorpasso di un’auto in un punto vietato. E così finì per travolgere i ciclisti che arrivavano in direzione opposta.


Il primo della fila, Paolo marito di Graziella, riuscì in extremis a buttarsi a destra in un canale di scolo. Non poté evitare l’impatto la seconda bici, quella di una 55enne di Casale Monferrato (Alessandria), che riportò fratture varie con 60 giorni di prognosi. La terza era lei, Graziella, travolta in pieno: bici scaraventata a lato, con la ruota davanti trascinata per metri dall’auto che nell'urto uscì di strada a sinistra finendo nella cunetta per poi fermarsi davanti al bar Jonas 2. Trauma cranico tremendo: sull’asfalto rimasero grosse chiazze di sangue. La quarta ciclista rimase invece incolume. E descrisse l’accaduto «come un inferno».

Portata in elicottero a Baggiovara, Graziella finì subito in terapia intensiva e da allora è sempre rimasta in coma. Dimessa da centri specializzati, è stata portata alla residenza Menegazzi di Treviso, dove ha “vissuto” questi tre anni in uno stato vegetativo. Lei che aveva scalato i passi di Prealpi e Dolomiti. Adesso il suo fisico ha ceduto: domani i funerali. Lascia oltre al marito due figli e una figlia, la mamma e due fratelli. Ma la sua scomparsa ha colpito profondamente tanti altri.

Da capire ora se dopo la morte ci saranno ripercussioni processuali per l’investitore modenese, a tre anni di distanza.