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Zocca. Tutto esaurito per la Sagra della Castagna, ma i marroni sono merce rara

ZOCCA. Tutto esaurito per la prima delle tre domeniche della Sagra della Castagna, l’immancabile appuntamento ottobrino zocchese giunto quest’anno alla 44esima edizione. Migliaia i turisti, tra cui tante famiglie, che da tutta la provincia e non solo sono saliti in quota per godersi una domenica di sole, malgrado le temperature già piuttosto rigide, immersi nel verde dell’appennino e gustando le innumerevoli prelibatezze locali. A mancare, quest’anno, sono però purtroppo le protagoniste della sagra: le castagne. Data infatti la grande siccità dei mesi estivi la produzione dell’annata è scesa circa del 40%, un numero impressionante e sul quale ben poco si può fare.

«Questa mattina abbiamo posizionato tutto il raccolto in bella vista davanti alla bancarella – spiegano Manuel e Marco, due giovani produttori locali dell’azienda agricola Cà Marmocchi – e dopo neanche mezz’ora avevamo finito tutto! Non ci è rimasta neanche una castagna, per non parlare poi dei marroni. Purtroppo, l’annata è quella che è e non ci si può fare nulla». Già alle porte del paese, nei piccoli castagneti limitrofi alle strade, erano tantissimi i turisti rimasti a mani vuote che cercavano di compensare con qualche castagna, accontentandosi, spesso, di semplici castagne selvatiche cadute dai vari ippocastani, da tenere come ricordo. «È la Sagra della Castagna, senza castagna» ironizza Cristian, dell’azienda agricola B.M.T, sul paradosso di questa edizione.

«È difficile spiegare al cliente che magari ha fatto anche qualche centinaio di chilometri, che le castagne non ci sono. Il punto è che spesso i turisti non capiscono come questo sia possibile, ma purtroppo c’è ben poco da fare. Già alle 11 di questa mattina era praticamente tutto finito e quel poco che mi era rimasto l’ho dato agli spadellatori, anche loro a corto di prodotto». Decine i passanti che alla domanda «siete riusciti ad acquistare un po’ di castagne?» rispondevano con una risata, a sottolineare la difficoltà nel reperire gli ambiti frutti autunnali. I tanti visitatori non sono però tornati a casa a mani vuote. Se è vero, infatti, che le castagne e i marroni erano pochi, c’erano comunque tantissimi altri prodotti loc

ali e non solo da degustare ed acquistare nelle tantissime bancarelle allestite lungo via del Mercato, la parallela del corso principale assalite a tutte le ore del giorno. Formaggi, funghi, salumi, la rinomata Patata di Montese e molti altri prodotti tipici, venduti da aziende di tutto il comprensorio appenninico e non solo. Presso le quattro piazze del paese sono stati allestiti invece gli stand gastronomici, curati dalle varie associazioni locali, in cui poter gustare crescentine (e non tigelle), gnocco fritto, borlenghi, ciaci e caldarroste, preparate sul momento dagli abili e spettacolari spadellatori. Affollati anche i tanti negozi del paese, favoriti dalla scelta di lasciare libera la stretta via Tesi dagli ambulanti. Appuntamento, dunque, alla prossima domenica, auspicando nella caduta di ulteriori castagne durante questa settimana.


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