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Ballottaggio a Pavullo: confronto tra gli sfidanti. Dieci domande a Biolchini e Venturelli

PAVULLO. Faccia a faccia tra i due candidati alla carica di sindaco del comune dell'Appennino modenese. Abbiamo rivolto loro dieci domande per capire come intendono muoversi in caso di elezione.

LUCIANO BIOLCHINI

Il sindaco uscente Luciano Biolchini punta al bis per sviluppare i progetti chiave di cui sono state gettate le basi in questo mandato «Amo il mio paese: datemi altri cinque anni e lo cambio davvero»


Quali sono i tre capisaldi del programma?
«L’avvio dei lavori per il nuovo polo scolastico innanzitutto, e poi tre nuovi progetti. Una mobilità circolare dolce da Querciagrossa a S.Antonio fatta di bus elettrici senza obbligo di prenotazione che fermano in tutti i punti d’interesse. Poi, riuscendo a intercettare i finanziamenti adeguati, il parcheggio multipiano all’ex pista di scattinaggio, con sopra nel piazzale di copertura impianti sportivi per i ragazzi. Quindi la realizzazione, in luogo idoneo, dell’anello ciclabile che manca ora nella dotazione sportiva di Pavullo»


Qual è l’errore da evitare in questo momento?
«Tornare a fare debito. Noi abbiamo risanato il bilancio diminuendo il debito di 4 milioni, e questo ha liberato 250mila euro risparmiati sui mutui da spendere in più ogni anno per il paese. Adesso non c’è più bisogno di stringere la cinghia, ma è fondamentale mantenere questo equilibrio per non condizionare il futuro dei nostri figli e nipoti».


A che elettorato si rivolge in questo secondo turno?
«A tutti i cittadini, di qualsiasi colore politico, che hanno apprezzato il nostro modo di amministrare, e i risultati sulle opere e il bilancio».


Quali saranno i criteri per la formazione della giunta?
«Competenza, rispetto delle forze politiche e dei risultati di voto. Noi non partiamo da zero ma da buoni amministratori premiati dai pavullesi con le preferenze. Su questa base faremo gli innesti necessari».


Se verrà eletto, cosa farà nei primi 100 giorni?
«Io dal giorno dopo dovrò solo dare continuità ai tanti progetti in cantiere, iniziando a predisporre i nuovi».


Cosa promette ai giovani?
«Molta arte e cultura innanzitutto, per permettere loro di mostrare i propri talenti come abbiamo visto col FestivalFilosofia, la biennale di Lavacchio e quella di poesia. L’asse arte-cultura per me è importantissimo. Poi vogliamo dare loro nuove occasioni di ritrovo anche attraverso un cambiamento completo nell’organizzazione degli eventi».


Progetti per la sicurezza?
«Continuerò il grande lavoro fatto in questi anni nell’istallazione di telecamere interne per la videosorveglianza ed esterne per la lettura targhe nella più stretta collaborazione con le forze dell’ordine, che ha dato finora ottimi risultati. Dal 2016 la percezione di sicurezza è aumentata, ora va completato il cerchio di protezione su tutto il territorio, non solo il capoluogo».


Che paese vorrebbe vedere tra cinque anni?
«Nei primi cinque anni abbiamo posto le basi di progetti a lungo termine, partendo da infrastrutture e manutenzioni. Nei prossimi cinque lo sviluppo di questi progetti porterà a un innalzamento della qualità della vita facendo perno su ambiente, Parco Ducale, sicurezza, scuole, sanità e sociale. Tra cinque anni vorrei vedere senz’altro una parte del nuovo polo scolastico realizzata, e spero tutti i tre progetti nuovi. Ma vorrei vedere anche un’amministrazione attenta ai bisogni delle famiglie, che cambiano nel tempo».


Se perde, cosa farà?
«Sarò a disposizione del mio paese per tutto il tempo che avrò, per senso civico come ho fatto per tutta la mia vita, attento in particolare ai bisogni degli ultimi».


Perché i pavullesi dovrebbero votare per lei?
«Per il tanto lavoro fatto in questi cinque anni, anche se non sempre visibile. Per poter giudicare la mia amministrazione su un orizzonte idoneo, quello dei dieci anni, così da poter vedere davvero il cambiamento. E perché garantisco che per il mio paese ci metterò ancora amore, passione e dedizione 24 ore al giorno».

DAVIDE VENTURELLI

 

Davide Venturelli dopo aver superato Pattuzzi guarda al colpaccio proponendo uno stile di governo dinamico e improntato al dialogo «Sono qui per battermi perché Pavullo torni al ruolo che merita»

Quali sono i tre capisaldi del programma?
«Sono ben chiari dall’inizio della nostra campagna: il lavoro in primis, perché è alla base di ogni progetto di vita e il Comune deve essere un regista che accompagna la crescita. Poi lo sviluppo e terzo la cura del territorio, con una particolare attenzione al decoro urbano, per poter essere più attrattivi».


Qual è l’errore da evitare in questo momento?
«Continuare a non avere un peso politico all’interno dell’Unione dei Comuni, pur essendone il principale componente, e poi nei rapporti con la Provincia e la Regione. E’ arrivato il momento che Pavullo torni al ruolo che gli è proprio, che torni a far sentire la sua voce per dare una risposta alle esigenze del territorio».


A che elettorato si rivolge in questo secondo turno?
«All’elettorato moderato e a quello che desidera un cambio di passo nella gestione del Comune con un’amministrazione più attenta, e capace di dialogo con tutte le forze politiche».


Quali saranno i criteri per la formazione della giunta?
«Un solo criterio: la competenza, la garanzia di avere la persona giusta al posto giusto sulla base dell’esperienza e delle attività svolte finora. Non mi fermerò a una valutazione dei soli risultati a livello di preferenze».


Se verrà eletto, cosa farà nei primi 100 giorni?
«Bisognerà gettare le basi per le azioni mirate di cui c’è urgenza: in ambito sanitario, sulla viabilità e per il rilancio turistico del territorio nel suo complesso. Il tutto ovviamente dialogando e confrontandosi sulle modalità con la struttura comunale».


Cosa promette ai giovani?
«Un maggiore impegno per far diventare Pavullo un paese con più opportunità, a partire da eventi, manifestazioni, iniziative sportive e culturali. Mi piacerebbe molto poi avvicinarli all’ente Comune istituendo il Consiglio comunale dei ragazzi. Per dirla in breve, vorrei che per i nostri giovani ci fossero, e venissero avvertite, più opportunità per crescere e pensare a un futuro qui da noi».


Progetti per la sicurezza?
«Procedere con l’estensione della rete di videosorveglianza in collaborazione con le forze dell’ordine, ma servirà anche un’azione importante in Unione per potenziare il Corpo unico di Polizia Locale a livello di organico».


Che paese vorrebbe vedere tra cinque anni?
«Vorrei una Pavullo più ordinata, più viva e attrattiva, con tante opportunità per tutte le fasce d’età, per tutti i cittadini. E questo non solo per il capoluogo, ma anche per le frazioni. E vorrei vedere un ospedale coinvolto in un piano di rilancio che punti alla tutela dei servizi esistenti e al ripristino di quelli essenziali che ci sono stati tolti».


Se perde, cosa farà?
«Il consigliere di minoranza: proseguirò la mia azione propositiva e di controllo dell’amministrazione, come ho cercato di fare in questi anni con spirito di servizio. Con il vantaggio che saremo in tre, e potremo fare un lavoro di squadra».


Perché i pavullesi dovrebbero votare per lei?
«Perché voglio che Pavullo abbia un’amministrazione più coraggiosa e disposta a prendersi delle responsabilità. Un’amministrazione capace di ascoltare tutto il territorio raccogliendone le esigenze, come io ho cercato di fare in questi anni da consigliere, e pronta a battersi nelle sedi opportune per la propria comunità,in special modo per le fasce più deboli».