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Bus sovraffollati sulla linea Carpi-Concordia

La denuncia di Salfa, Cisl: «Chiedono il green pass solo a noi autisti: chi non lo ha, spende 340 euro per i tamponi»

CARPI. Assembramenti sui bus, mancato rispetto della capienza prevista da decreto e costi esorbitanti per i conducenti senza certificato verde.

Non hanno pace gli autisti delle corriere che, da quando le scuole sono iniziate, si trovano a fronteggiare nuovi e vecchi problemi assieme.


Sulla linea Carpi-Concordia, ad esempio, si verificano situazioni fuori controllo.

«Non si riesce a rispettare l’80 per cento del decreto legge – sottolinea Angelo Salfa, conducente e sindacalista Cisl – Mancano i famosi controllori promessi dal Governo, che consentirebbero il rispetto delle norme. Così facendo, non si riesce a rispettare il distanziamento previsto. E si verificano puntualmente assembramenti, con il paradosso che l’unico a cui verrà richiesto di mostrare il Green pass è il conducente».

Ed è proprio il Green pass uno dei nodi più difficili per chi deve tutelare la categoria dei conducenti. «Non mi fa dormire sonni tranquilli – aggiunge Salfa – Io ho il certificato verde, ma devo tutelare tutti i lavoratori, come sindacalista: anche chi decide di non fare il vaccino. L’autista si può f ar fronte al problema con il tampone ogni 48 ore, ma questo comporta una spesa di 340 euro mensili . Come si può pretendere da un conducente che ha fatto fronte, nella fase più acuta della pandemia a una cassa integrazione del 35 per cento? In quel momento eravamo eroi. Adesso siamo trattati come un calzino bucato che viene messo da parte se non abbiamo il Green pass».

«Da un lato – prosegue il sindacalista – ho chiesto al sindaco Bellelli di verficare la possibilità di tamponi gratuiti. Dall’altro, invito Seta a verificare quanti sono i conducenti che sono sprovvisti di certificato verde, da dati che ho in mano sarebbero il 30 per cento. Far fronte dall’oggi al domani a una riduzione così elevata del personale è un problema serio. E si potrebbe ripercuotere sugli altri conducenti che sarebbero chiamati a turni massacranti per sopperire alla riduzione del personale. Questo si era già verificato in passato: conducenti non conoscevano le linee, non avendo avuto il tempo di studiare i percorsi».