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Fiorano. Incendio a casa del senatore Matteo Richetti a Spezzano Tanta paura e danni ingenti

Fiamme partite dal sottotetto, inagibile l’appartamento del papà del senatore «Abbiamo sentito un crepitio, poi i vetri si sono rotti: grazie ai vigili del fuoco»

fiorano. Un incendio domenica sera intorno alle 21.30 è divampato dal solaio della casa del parlamentare Matteo Richetti, che abita insieme alla sua famiglia in un palazzo in via Tito Speri a Spezzano. Non ci sono fortunatamente feriti, ma i danni sono ingenti: il fumo, visibile a distanza, ha fatto preoccupare molti fioranesi che affacciati dalle proprie finestre tentavano di capire da dove provenisse quel forte odore di bruciato.

Sono state necessarie ore per domare le fiamme; solo intorno alle due di notte infatti le quattro squadre di Vigili del fuoco intervenute sul posto hanno concluso il loro lavoro. Nel momento in cui si è scatenato il rogo la famiglia Richetti era riunita nell’appartamento al di sotto del solaio, quello del padre: «Erano le 21.30 quando abbiamo iniziato a sentire i primi scoppi e un crepitio. I vetri hanno cominciato a rompersi», racconta il senatore all’alba del giorno dopo.

La famiglia si è così precipitata fuori dall’appartamento per andare a verificare cosa stesse accadendo, trovando nelle scale fumo e fiamme: «Siamo andati tutti in strada e subito dopo abbiamo chiamato i vigili del fuoco. Grazie al loro intervento, tempestivo e di grande coraggio, i danni si sono fermati alla parte superiore del palazzo», aggiunge Richetti. Sì, perché le fiamme che i pompieri hanno dovuto domare si stavano diffondendo con rapida velocità. In solaio infatti erano conservati libri, legna: «Il mio papà lì aveva anche un’acetaia», prosegue il senatore che ieri mattina ha contattato il comandante provinciale dei vigili del fuoco per ringraziarlo personalmente. La causa del rogo è ancora da chiarire nei dettagli, ma da una prima ricostruzione sembrerebbe che tutto sia iniziato per un cortocircuito della caldaia che si trova nel sottotetto. Sul posto oltre ai vigili del fuoco sono intervenuti anche i carabinieri. Il solaio è distrutto: «È crollata parte del tetto perché delle tavelle hanno collassato per il calore. Adesso stiamo valutando i danni, che sono certamente ingenti. Le case però si ricostruiscono», commenta il senatore.

Se l’incendio fosse divampato mentre gli inquilini del palazzo erano a letto, le conseguenze avrebbero potuto essere certamente peggiori. Invece tutto è partito appena dopo ora di cena e questo ha fatto sì che i danni fossero solo materiali. Inagibile naturalmente il solaio, dove si è creato un vero e proprio buco sul tetto che ieri mattina il senatore mentre era impegnato in un sopralluogo si preoccupava di come mettere “in sicurezza” in vista del possibile maltempo. Anche l’appartamento del padre che si trova come detto al di sotto del solaio è ora inagibile: «Non per le fiamme – specifica Richetti – ma perché per spegnere il fuoco è stata necessaria molta acqua, finita così al piano inferiore».

Stefania Piscitello

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