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Modena. “Alla Luciano”: chef Marchini omaggia il ricettario personale di Pavarotti

MODENA. Dalla crema della zia Bianca (che all’inizio Luciano pensava «non gliela raccontasse giusta» sulla vera ricetta dato che ci ha messo un po’ a replicarla alla perfezione) ai tortellini in brodo tipici della terra che tanto amava, dal pollo curry e gamberoni alle audaci pennette rigate con melone e menta che il Maestro era solito preparare nei mesi estivi.

Modena, "Alla Luciano": ecco il libro con le ricette originali e i segreti di Pavarotti



A 14 anni dalla sua scomparsa le ricette originali di Luciano Pavarotti diventano un libro, “Alla Luciano”, che celebra quella che è stata una delle sue grandi passioni: la cucina. «Si è realizzato un progetto che avevamo nel cuore da tempo – commenta Nicoletta Mantovani, che nel 2003 aveva sposato il tenore modenese – per Luciano il cibo rappresentava un modo di stare insieme infatti a tutti i suoi ospiti offriva sempre qualcosa perché era il suo modo per dire “benvenuto, ho pensato a te”. Lui scriveva le ricette in un’agenda, che io ho sempre chiamato iPhone di carta, e questi suoi appunti sono stati il punto di partenza del ricettario. Come tutte le cose che facciamo in sua memoria abbiamo ritenuto giusto che anche questa volta a parlare fosse lui, è il famoso “carta canta”».

Appunti cartacei in stampatello che sono finiti nelle mani di uno chef stellato, Luca Marchini, a cui è stato chiesto di reinterpretare le ricette del Maestro. E, forse, non è un caso che le emozioni legate al cibo di un uomo che ha viaggiato tanto, portando le ricette apprese lontano da casa nella città in cui viveva, abbiano incontrato qualcuno che ha fatto del suo ristorante alla Pomposa, L’Erba del Re, un laboratorio dove sperimentare i molteplici “concetti del cibo”, esaltando i sapori della tradizione senza fermarsi sulla soglia del territorio ma contaminandosi con il meglio delle cucine dal mondo. «Certo è qualcosa che non capita tutti i giorni, è stato un grande onore ed ero davvero emozionato - dice Marchini – mettetevi nel panni di chi si ritrova questi fogli scritti a penna, perciò vissuti, e ha il compito di dare vita a quegli ingredienti, a quell’insieme di pensieri, osservazioni e impressioni». «Ho cercato di essere più fedele possibile al pensiero del Maestro – continua lo chef – sotto un certo punto di vista è stato semplice perché spesso erano ricette composte da pochi ingredienti da assemblare assieme ma complessissimo perché dovevo riuscire a rendere il suo modo di interpretare la cucina».

Poi la confessione: «Quando mi sono trovato di fronte le pennette con menta e melone all’inizio ho pensato ‘non ce la faccio, non può esserci un equilibrio’, invece alla fine mi sono anche piaciute. Forse sono stato condizionato in parte dal fatto che era una delle sue paste preferite e allora doveva piacere anche a me per forza di cose». «Eh ma c’è anche il prosciutto nella ricetta», scherza Mantovani, che poi ricorda come i cibi che Luciano conosceva sin da quando era bambino erano il modo che aveva trovato per mantenere il legame con la sua terra quando trascorreva periodi all’estero. «Partivamo con valigie e controvaligie perché lui voleva portare in giro i nostri prodotti. Rimarcare la sua emilianità era importantissimo, non poteva stare senza il suo cibo». Il ricettario, presentato nel giorno del compleanno del Maestro Pavarotti, sarà in vendita alla Casa-Museo Pavarotti, residenza che racconta la vita dell’immortale cantante lirico, famoso in tutto il mondo, in cui insieme alla sua famiglia ha vissuto gli ultimi anni della sua vita. Ma anche il luogo in cui preparava i suoi giovani studenti insieme al Maestro Paolo Andreoli, che ieri ha accompagnato al pianoforte la straordinaria voce della soprano Marily Santoro, allieva di Raina Kabaivanska.