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Modena. Era caduto in bicicletta Muore a 67 anni il dottor Franco Furini

Il 24 aprile a metà pomeriggio, mentre in bici scendeva dalla Pietra di Bismantova, dirigendosi verso Castelnovo Monti, era caduto. Da quell’incidente il dottor Franco Furini, 67 anni, medico di base a Campogalliano ma modenese doc, non si era mai più ripreso. E l’altro ieri è deceduto.

«Ha speso davvero tutta la sua vita per la cura di migliaia di adulti e bambini (svolgeva anche la funzione di pediatra, all’inizio), cura del corpo e della mente – ricorda Paola Guerzoni, sindaco di Campogalliano – Come non ricordare, infatti, anche la sua giovialità, l’attenzione a chiamarti per nome, il burbero sorriso e la voce pimpante con cui accoglieva i suoi pazienti, il piglio con cui saliva in auto o in sella alla sua bicicletta per raggiungere gli ammalati a casa, la sua disponibilità a fare ben più del dovuto? Già in età da pensione, avrebbe lavorato fino all'ultimo giorno possibile, prima del pensionamento per raggiunti limiti di età, perché considerava il lavoro una missione, ma il disegno della sua vita ha previsto un finale un po’ diverso».


«Chi lo ha conosciuto – aggiungono gli informatori scientifici della sezione Aiisf di Modena – ha saputo apprezzare ogni suo lato del carattere, ma soprattutto la su immensa disponibilità verso gli altri».

«Franco – lo ricorda l’amico medico, Guido Venturini – era una persona che riuniva in se tantissime qualità. Era molto intelligente non per niente ha un figlio docente universitario alla Sapienza di Roma, coltissimo, appassionato di arte, affamato di cultura e di tutto ciò che il mondo e la società gli ha offerto. Era assetato delle meraviglie del creato come le albe ed i tramonti oltre ad essere un’atleta di prima grandezza. Non si contano le maratone, le gare ciclistiche, podistiche ed anche sciistiche in cui si è cimentato ottenendo lusinghieri risultati. Ma Franco era soprattutto una persona molto buona, generosa, altruista. In caso di bisogno si faceva in quattro per aiutarti».

Cordoglio è stato espresso anche dall’Ausl, che lo ricorda come “stimato da tutti per il valore e le doti umane che incarnava”.