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Modena, rapina al parco Ducale, condannato a 4 anni

Il 22enne, impugnando un coccio di bottiglia, aveva costretto la vittima a raggiungere il bancomat e prelevare 500 euro 

Quattro anni di carcere per il 22enne arrestato dopo una violenta rapina avvenuta al parco Ducale a fine agosto 2020. Lo ha deciso il giudice dell’udienza preliminare, Eleonora Pirillo, al termine dell’udienza in tribunale a Modena. Il giovane ha tra l’altro potuto sfruttare lo sconto di pena previsto dal rito alternativo visto che insieme al suo legale ha optato per l’abbreviato. La condanna è comunque molto pesante e a mgine va annotato come il complice del balordo non sia mai stato identificato.

Tutto avviene nelle prime ore del mattino – ha potuto ricostruire la Squadra mobile della questura, coordinata nelle indagini dal pubblico ministero Giuseppe Amara – quando un 30enne modenese viene avvicinato nel parco da due ragazzi e affrontato con un coccio di bottiglia. È una rapina in pieno stile, una delle tante che in quel caldo fine agosto si registrano proprio nello parco a ridosso dell’Accademia. Colpi che avevano inquietato parecchio i cittadini e che già ai tempi avevano trovato l’immediata risposta delle forze dell’ordine tra arresti pressoché in flagranza e meticolose indagini che avevano portato a misure cautelari successive. È proprio questo il caso del 22enne, origini nigeriane e a Modena ospite di una struttura di accoglienza in città.


I due affrontano la vittima, vogliono dei soldi, ma il rapinato non ne ha. Lo costringono perciò a recarsi ad un vicino bancomat di via Piave, si fanno consegnare il pin ma non riescono a digitarlo correttamente. A quel punto, sempre sotto minaccia, obbligano il 30enne a digitare la password, operazione che eseguirà due volte per un duplice prelievo di 500 euro complessivi. La fuga della coppia finisce all’R-Nord dove vanno per comprare droga, pagando proprio con parte dei soldi appena rapinati. Non sanno che le telecamere li stanno riprendendo e proprio anche grazie alle immagini gli investigatori della polizia, guidati dal capo della Mobile, Mario Paternoster, arrivano ad individuare il 22enne. Gli agenti ottengono un decreto di perquisizione nell’alloggio del ragazzo dove viene trovato sia il vestiario indossato il giorno del colpo sia il telefono cellulare rapinato al cittadino modenese nel parco Ducale: sono state proprio le celle ad agevolare il lavoro di tracciamento dei movimenti, arrivando perciò all’arresto del giovane nigeriano, ieri condannato.

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