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Finale. Zuffa con l’infermiere al pronto soccorso «Va condannato»

Arriva al posto di primo intervento con una profonda ferita  Alta tensione, poi botte con il sanitario che si frattura un dito

FINALE. Un profondo taglio ad una mano a causa di una ferita causata da una motosega, la corsa al posto di primo intervento senza neppure togliersi il guanto da lavoro, la preoccupazione, la paura e poi la zuffa con l’infermiere accusa di non comprendere la situazione. Sono gli ingredienti di una vicenda che affonda le radici nella Casa della salute di piazza Gramsci e che ha visto protagonisti un 61enne, la moglie e un infermiere dell’Ausl.

La vicenda sta giungendo a conclusione davanti al giudice Roberto Mazza, che ieri ha annotato le richieste da parte di procura, difesa e parte civile. Il pubblico ministero Monica Varricchio ha chiesto la condanna a 2 mesi e 20 giorni per l’imputato, accusato di lesioni. La difesa, rappresentata dagli avvocati Cosimo Zaccaria e Alessia Massari, ha invece ribadito la richiesta di assoluzione per non aver commesso il fatto mentre il legale dell’infermiere, il finalese Dante Pola, ha infine richiesto una provvisionale per il suo assistito quantificata in 5mila euro.


Cosa sia accaduto al posto di primo intervento a ridosso dell’ora di pranzo di qualche anno fa è stato in parte ricostruito in tribunale dopo che il sanitario aveva fatto querela a cui è poi seguita quella della moglie dell’attuale imputato (non a caso è in corso un procedimento parallelo). Ci sono però alcuni dati certi: la coppia arriva particolarmente trafelata al primo piano della Casa della Salute. Il 61enne ha una ferita alla mano e vuole essere visitato in fretta, pretende un consulto immediato per capire se è più conveniente recarsi subito a Carpi, in una struttura più più complessa o se basta una medicazione.

La tensione si alza, all’interno dell’ambulatorio c’è un altro paziente e così l’infermiere approccia la coppia in corridoio prima di farlo accomodare. In quel momento la moglie viene invitata a restare all’esterno e qui le ricostruzioni divergono. Per l’infermiere ci sono state un paio di scivolate e una colluttazione in cui è stato colpito tanto che ha riportato la frattura di un dito della mano. Per il 61enne, invece, è stato il dipendente dell’Ausl a picchiare duro una volta che lui si è moso per difendere la moglie e la frattura sarebbe stata causata – come ha detto un consulente della difesa – proprio da un pugno che ha sferrato. L’epilogo sarà deciso il 12 gennaio quando le parti si ritroveranno in aula per la sentenza.

F.D.

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