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Modena è assalto ai tamponi: le farmacie assumono e lavorano pure di sera

I titolari: «Situazione caotica, c’è una richiesta esagerata» Alla Sant’Elena di via Canaletto orari estesi dalle 20 alle 22

MODENA. «Siamo presi d’assalto». A dirlo i farmacisti modenesi. Da domani sarà obbligatorio esibire il green pass al lavoro. I tamponi rapidi sono lo strumento necessario per chi non si vuole vaccinare.

Ventinove farmacie a Modena (e 140 in provincia) hanno risposto presente e le richieste scoccano come dardi infuocati. Alle domande insistenti i farmacisti rispondono con estrema professionalità, gettando acqua sul fuoco.


«Ci serve un filtro zen», assicura Linda Taddia che lavora nella farmacia della Madonnina. «La situazione è estremamente caotica. C’è una richiesta esagerata: molta gente vuole programmare i tamponi fino alla fine dell’anno. Noi cerchiamo di accontentare tutti. Siamo sommersi dalle telefonate, le nostre agende sono piene. Molte persone ci chiedono di fare i tamponi domenica per andare al lavoro lunedì, ma noi alla domenica teniamo chiuso». Il classico lavoro da farmacista diventa così una sezione di un quadro multitasking. Gli elettrocardiogrammi e i cambi di medici, i servizi di attivazione dello Spid e la misurazione degli anticorpi si aggiungono a un carico di lavoro sempre maggiore. «Andiamo verso la farmacia dei servizi – prosegue Taddia – in cui si andrà oltre la dispensazione dei medicinali». Una filosofia sposata dalla farmacia Finzi, diretta da Tiziana Alamo. L’attività ha aumentato il personale dedicato in un’organizzazione che ricorda una squadra di Formula Uno alle prese con un pit-stop. «Faremo un tampone al minuto – riprende Alamo – con quattro postazioni indipendenti. Abbiamo predisposto un servizio di prenotazioni. Se aziende con 1.900 dipendenti venissero senza prenotazioni collasserebbe tutto». La farmacia ha deciso di dare la disponibilità per i tamponi rapidi, non per i vaccini. «L’attività vaccinale prevede una serie di passaggi e un impegno addizionale notevoli. Un conto è fare un tampone, per cui serve un minuto; un altro è fare un vaccino, per cui ne servono quindici con responsabilità maggiori. Non vedo poi una grande ratio nel fare i vaccini in farmacia». Ogni cliente è un discorso a sé. «Le difficoltà sono giornaliere – prosegue – Per esempio, c’è stata una persona che non voleva fornire il numero telefonico nonostante serva per la tracciabilità del green pass». Alamo prevede dilatazioni dell’orario di lavoro per venir incontro ai clienti. Una scelta simile ha adottato Alberto Ventura, titolare della farmacia Sant’Elena. «Oggi faremo tamponi rapidi dalle 20 alle 22, lo scriveremo anche sui social», anticipa Ventura. I tamponi rapidi occupano uno dei due tasti del totem all’ingresso dell’attività. Ventura ha pronte le contromisure per l’assedio dei clienti. «Il primo che litiga domani per accedere lo mando a casa – avverte il titolare – Con la pazienza si fa tutto». «I clienti ci hanno presi d’assalto, ma diamo un servizio alla comunità», la prospettiva che si vive alla farmacia Modena 55.

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