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Modena. Spacciatori vivono in auto abbandonate dentro un cortile invaso dal degrado

Alcuni pusher del parco XXII Aprile dormono nel piazzale interno di un edificio quasi deserto minacciando inquilini e vicini

MODENA. A volte ritornano. Come nel celebre racconto di Stephen King, quando le figure demoniache sembrano sparite ecco che riappaiono in forme inaspettate. Succede in un caseggiato che aveva avuto gravi problemi con spacciatori e degrado tre anni fa aveva parzialmente risolto i suoi problemi blindando i garage dove questi aveva occupato i box facendone dei veri e propri alloggi inaccessibili. Oggi gli stessi sono tornati e dormono in auto incidentate abbandonate nel cortile dello stesso edificio. Gente che alza la voce, minaccia e spadroneggia non solo sui pochi inquilini del palazzo ma anche sui vicini e i passanti. Perché secondo loro nessuno deve vedere o sapere cosa fanno ai bordi del Parco XXII Aprile, là dove non ci sono quasi mai controlli, come ripetono i residenti. Sono giunte in redazione segnalazioni su quotidiani episodi di minacce e anche sul degrado che portano con sé questi spacciatori: bici e scooter cannibalizzati e abbandonati nell’atrio del palazzo vicino, oggetti abbandonati, sporcizia e pattume in strada. Tutto vero.

Succede in via Pisacane 9, una laterale di strada Albareto alla Crocetta. Un edificio ben tenuto di proprietà del colosso immobiliare italiano Fabrica Sgr del gruppo Caltagirone, uno dei cento e più palazzi sparsi per l’Italia. Una casa dignitosa al centro di due palazzi simili: uno dello stesso gruppo e l’altro privato. Tutto in una strada periferica e senza uscita ma molto curata dai suoi abitanti e vicina al nuovo Despar. L’unico problema riguarda sempre il civico numero 9.


«Il fatto è - spiega un inquilino - che qui abitiamo in troppi pochi. Il palazzo è mezzo vuoto». Una donna spiega che solo un terzo degli appartamenti sono affittati. «Da cinque anni qui non arriva nessuno nuovo. In effetti siamo pochi. La maggioranza sono stranieri arrivati in città. Gli italiani si contano sulla punta delle dita».

In questo palazzo con pochi cognomi sui campanelli ci sono sette alloggi in carico al Comune. L’amministrazione, tramite l’Ufficio Casa di via Santi, li ha presi in affitto da Fabrica e li ha assegnati a sette famiglie che ne avevano bisogno. I residenti nel palazzo non hanno mai creato problemi a nessuno e sono anzi vittime di quello che succede intorno a loro, come il tutto il vicinato. Soprattutto gli inquilini del palazzone gemello accanto che, essendo quasi tutto abitato, è più curato e tranquillo. Qui invece ci sono anche disagi da un cantiere per l’adeguamento degli impianti antincendio con il cortile dissestato. È solo brutto da vedere, certo, ma si aggiunge allo squallore della fila di auto che da mesi sono state abbandonate da stranieri tornati in patria lasciandole in quel luogo, dove non abitavano neppure, in stato di abbandono e scassate. Negli abitacoli vive gente che gravita nel mondo della droga del parco XXII Aprile. «Sono molto aggressivi - racconta una vicina - arrivano dal vialetto che unisce questo spazzo chiuso al parco. Appena li guardi ti minacciano, si avvicinano urlando, intimoriscono. È così che continuano la loro attività indisturbati. Qua le pattuglie delle forze dell’ordine non si vedono».

Il traffico di droga porta con sé anche il solito giro di furti e furtarelli con bici e scooter a pezzi e oggetti rubati e abbandonati alla rinfusa in strada o nei cortili.

Ci sono anche situazioni di povertà e di disagio sociale, vicino ma non lì. I residenti sperano che la situazione si sblocchi. Magari affittando altri appartamenti del caseggiato. «Qui sono anni che non si muove niente. C’è bisogno di case a Modena. Perché non le affittano? Più si riempie il palazzo e meglio è. Oggi chi ci abita è in minoranza», spiega una signora del palazzo accanto. Troppe tapparelle sono abbassate.