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«Assalto alla Cgil? Ho solo fatto il filmato» Il giudice decide: il modenese Passaro deve restare in carcere

Ieri l’interrogatorio a Roma del leader modenese di “IoApro” Ieri sera il gip di Roma ha convalidato anche il suo arresto  

«Ho solo fatto il filmato. Non ho partecipato alle devastazioni». Biagio Passaro, il castelfranchese manager della catena di pizzerie Regina Margherita Group e leader di dell’associazione NoPass “#ioapro” ieri ha partecipato in videoconferenza con Roberto Fiore, Giuliano Castellino e altri esponenti di Forza Nuova agli arresti all’interrogatorio di garanzia col gip di Roma Annalisa Marzano. In serata il giudice ha deciso di convalidare anche per lui l’arresto in carcere.

Assistiti dall’avvocato Carlo Taormina, gli arrestati dovevano rispondere di una serie di pesanti reati per l’assalto alla sede della Cgil di sabato scorso, tra l’altro lesioni gravi e saccheggio (reato questo particolarmente grave). Passaro, come noto, ha filmato in diretta cosa succedeva e ha poi postato il video sui social. Un gesto compromettente che ha portato al suo arresto due giorni dopo.


Ma il leader di “#ioapro” respinge le accuse e dice di essersi trovato nel posto sbagliato e al momento sbagliato. Ha ammesso di essersi trovato in mezzo alla folla nella quale c’erano i leader di Forza Nuova che avevano parlato al pubblico poco prima in piazza del Popolo. E lì avrebbe solo filmato ciò che accadeva intorno a lui. Ha negato di aver partecipato all’irruzione e ai danneggiamenti negli uffici. Nel suo caso, come per gli altri, terminato l’interrogatorio di garanzia, il gip ha convalidato l’arresto in carcere.

«Alla Cgil il nostro intento era quello di fare un sit-in, ma alcuni facinorosi sono sfuggiti al controllo e hanno preso il sopravvento». Lo hanno detto gli arrestati al gip Marzano sempre nel corso dell’udienza di convalida. Oltre Passaro, l’atto istruttorio ha riguardato Roberto Fiore, Giuliano Castellino e Pamela Testa - rispettivamente leader, capo di Roma e militante di Forza Nuova - Luigi Aronica, ex Nar e Salvatore Lubrano. Aronica e Castellino davanti al giudice hanno affermato, inoltre, di non essere mai entrati nella sede della Cgil mentre Fiore ha spiegato di aver avuto accesso solo in un secondo momento quando all’interno c’era già la polizia.