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Modena. Il sogno di Gian Marco sì avvera Un’enoteca su piazza Grande

Ha inaugurato “In vino veritas” del 31enne Goldoni «Mi sono appassionato, ho studiato e ora sono pronto per la mia avventura»

MODENA Una nuova enoteca affacciata su piazza Grande che esce dal “local” per guardare al mondo, proponendo una selezione di vini (si parla di una cantina di 1897 bottiglie), liquori e distillati di piccoli e piccolissimi produttori. Si chiama “In vino veritas” e ha inaugurerà ieri pomeriggio, in corso Duomo 35, in uno spazio di 80 metri quadrati distribuiti su due piani: al piano terra il bancone, sei tavolini alti dove bere in piedi e mensole che vedranno esposti vini divisi per regioni e Stati; al primo piano una sorta di “museo del vino” che esporrà circa 1100 bottiglie con etichette diverse, due poltrone con un tavolino dove un paio di persone alla volta potranno assaggiare qualcosa che non si trova in carta, una saletta riservata nella quale intenditori e semplici curiosi si confronteranno sul vino e uno schermo che trasmetterà interviste a viticoltori italiani scelti dal locale.

Per l’esterno si parla invece di 35 tavoli nella piazza principale modenese (che nella stagione invernale saranno al coperto e disposti tra funghi riscaldanti) e di altri 10 tavoli accolti sotto il portico in corso Duomo.


Il progetto è del 31enne Gian Marco Goldoni che, complice la pandemia, ha deciso di spostarsi dal mondo dell’abbigliamento a quello del vino.

«È una passione che ho fin dai miei 18 anni – racconta l’imprenditore – da quando è iniziato il Covid mi sono messo a studiare seriamente enologia per conto mio, ho completato i tre livelli del corso da sommelier e, comprando ogni giorno bottiglie online, ho testato quanto effettivamente cominciavo a capire di vino. Appena è stato possibile ho iniziato un giro in auto tra le cantine di tutta Italia, Francia, Spagna e Portogallo incontrando persone e venendo a conoscenza di esperienze che, una volta tornato a casa, ho capito di voler valorizzare».

«Allo stesso tempo muovendomi tra bar e locali ho notato che le persone, soprattutto i giovani, non ordinavano più il solito spritz o vodka lemon, ma chiedevano in maniera più specifica un Franciacorta, uno Chardonnay o un Chianti – continua Goldoni – insomma rispetto a prima erano più interessati alla cultura del vino. Così ho cominciato a cercare qualche cosa da aprire nella mia città, che amo e adoro. Nella piazza principale di Modena cercherò di portare un locale di alto livello, che secondo me in centro storico manca, non dove fare festa ma nel quale parlare a bassa voce, imparare a bere vino e stare bene».

In questa avventura Goldoni spiega di non avere soci in capitale – ma “un braccio destro e sinistro” (Alice Parenti) e uno staff giovane formato da quattro sommelier, un bartender e una cameriera – e di avere pensato anche a coloro che non bevono alcool ai quali offrirà bibite rigorosamente in bottiglietta di vetro e succhi biologici naturali della linea Kombucha.

Per i vini, come già detto, la scelta è ricaduta su piccoli produttori europei, australiani, sudamericani, sudafricani, insomma “tutto il mondo dalla parte del vino”, chiarisce. Nella carta saranno presenti anche una decina di pagine dedicate a una particolare selezione di liquori, distillati, grappe e acquaviti che comprende, ad esempio, una vodka dell’Alaska, “qualche cosa che immagino quasi nessuno abbia sentito nella sua vita”.

Per quanto riguarda la proposta food, che vedrà bandite “le solite arachidi e patatine”, ci saranno affettati modenesi, focacce, grissini, formaggi italiani, francesi e inglesi, piattini tipici un po’ rivisitati con, ad esempio, bruschette con mele, miele e gorgonzola o con salsa di soia e formaggio francese.

Alice Benatti

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