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Operaio stritolato da un macchinario Stava irrigando i campi a Disvetro

Cavezzo. Hu Zhifang, 46 anni, era in via Pioppa: è rimasto impigliato nel giunto cardanico collegato al trattore

CAVEZZO. Stava irrigando le coltivazioni nei campi per conto dell’azienda di cui era dipendente quando, improvvisamente, è rimasto impigliato nel giunto cardanico, l’apparecchio collegato al trattore che stava utilizzando, che lo ha stritolato.

Cavezzo, lavora nei campi: stritolato da un macchinario



Erano da poco passate le 8 e 30 di ieri mattina quando si è verificato un nuovo, tragico infortunio sul lavoro.

Hu Zhifang, nato in Cina, ma residente a Cavezzo in via di Sotto, 46 anni, ha perso la vita in via Pioppa, all’altezza del civico 35, nel cuore delle campagne della Bassa, a Disvetro. Stava irrigando i grandi campi in cui si alternano varie coltivazioni: rape, cavolfiori, verza e patata dolce. Ieri, per una tragica fatalità, era l’ultimo giorno in cui era possibile usare l’acqua, che in zona viene attinta da alcune buche presenti nei terreni. Zhifang è stato risucchiato dal giunto cardanico del trattore che stava usando per alimentare il sistema di irrigazione. In particolare, stava riavvolgendo il tubo con annesso il getto d’acqua quando è caduto nel macchinario e, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe perso la vita in pochi istanti.

Terribile la scena apparsa agli occhi del collega, anch’egli cinese, il cui nome italiano è Franco, che ha allertato immediatamente i soccorsi dopo aver visto Zhifang in una pozza di sangue.

Quando Franco è arrivato sul luogo della tragedia il trattore era rimasto senza gasolio e andava a singhiozzo. Probabilmente, quindi, era in funzione da un po’. «Mi sono avvicinato per capire che cosa non andasse – ha dichiarato Franco – e mi sono reso immediatamente della fine terribile cui era andato incontro il mio collega».

In via Pioppa sono arrivati il 118 con ambulanza e automedica, insieme ai vigili del fuoco. Per l’operaio, però, ormai non c’era più nulla da fare. Sono giunti a Disvetro anche i vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Carpi, i quali hanno raccolto ogni dettaglio utile a ricostruire la tragedia.

Nella frazione è arrivata anche la medicina del lavoro che, insieme al testimone, Franco, ha svolto numerosi sopralluoghi, sia sul giunto che stava usando il dipendente deceduto, sia nei campi.

Sul fronte delle indagini si profila certa l’apertura di un fascicolo a carico del datore di lavoro. Potrebbero essere ravvisate responsabilità anche per un eventuale responsabile della formazione. Il macchinario che stava utilizzando il lavoratore, infatti, richiede esperienza e si può rivelarsi molto pericoloso, come purtroppo si è visto.

Inoltre, dovranno essere effettuate valutazioni anche sulla consistenza e sulla stabilità del terreno su cui è posto il giunto cardano. Le caratteristiche di quella porzione di campo, infatti, adiacente al fossato che delimita due il perimetro di due coltivazioni, potrebbero essere state significative nel determinare le mosse del lavoratore.

Il terreno su cui si è verificato l’infortunio mortale sul lavoro è di proprietà di Alberto Belloni, il quale lo ha affittato, insieme ad altri, per cinque annate agrarie a un’azienda composta da cinesi con sede a Quistello. Il certificato d’affitto è stato consegnato agli inquirenti e andrà a far parte del fascicolo di indagini.

Prima di arrivare a Cavezzo, Zhifang aveva lavorato per una decina d’anni ad Ancona dove vive ancora la sorella che, ieri, avvisata della tragedia, si è precipitata a Modena.

La salma di Hu, recuperata dalla Carpi onoranze - gruppo Concordia è stata portata alla Medicina legale di Modena per ulteriori accertamenti. Il trattore e il giunto sono stati posti sotto sequestro.

«Purtroppo siamo di fronte all’ennesima tragedia sui luoghi di lavoro – afferma la sindaca di Cavezzo, Lisa Luppi – Abbiamo perso un’altra vita umana: sono episodi che accadono troppo di frequente. Si deve fare in modo che i luoghi di lavoro siano sempre più sicuri. Che si tratti di un’industria o di un campo agricolo la sicurezza dev’essere la priorità».

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