Contenuto riservato agli abbonati

Carpi, vendeva viaggi-truffa: condannato un agente

Faceva credere ai clienti che sarebbero partiti per mete esotiche a prezzi bassi In realtà le prenotazioni non esistevano: dovrà restituire la somma chiesta 

CARPI Ha venduto pacchetti viaggio e biglietti aerei a un prezzo apparentemente conveniente, inducendo i clienti a bloccare in fretta quella tariffa saldando la somma. Quelle prenotazioni, però, si sono rivelate carta straccia e i clienti hanno dovuto rinunciare alla meta da sogno pur avendo già pagato.

È stato condannato a un anno di carcere e 800 euro di multa Achille Franzoni dell’agenzia Offline travel. In più dovrà rimborsare la spesa del viaggio mai effettuato alle famiglie, che in sede civile potranno chiedere anche il risarcimento.


Tutto inizia verso la fine del 2015 quando tre famiglie, difese dagli avvocati Cosimo Zaccaria e Alessia Massari, sono andate alla Offline travel per acquisire informazioni su pacchetti viaggio per la Pasqua dell’anno successivo. I clienti scelgono di partire per il Messico e l’agente fa credere loro di poter vendere il pacchetto alla somma conveniente di 12mila euro per tutte e tre famiglie. La condizione, tuttavia, alla quale viene concesso il viaggio è quella che il bonifico sia effettuato entro 48 ore e la conferma sia immediata. I clienti prenotano il viaggio, l’agente assicura che tutto sarebbe andato bene e si lasciano con la promessa di risentirsi l’anno dopo per i documenti.

Le famiglie, però, si insospettiscono, dopo aver sentito di alcuni problemi sorti in altri casi: si informano e si accorgono della truffa. Si recano da Franzoni che riceve due persone delegate dai famigliari e ammette che i pacchetti prenotati non esistono perché ha avuto delle difficoltà. I clienti fanno denuncia per truffa e scoprono che il valore del pacchetto prenotato, in realtà, era di 19mila euro e, pertanto non era neanche corrispondente alla prenotazione. Risultato: le tre famiglie perdono il viaggio.

Ieri, Franzoni è stato condannato a un anno di carcere e 800 euro di multa. Grazie alla richiesta presentata dai legali, inoltre, i clienti potranno vedere riconosciuti i 12mila euro spesi per la falsa prenotazione. E potranno presentare la richiesta di risarcimento in sede civile.

Fra i truffati dall’agenzia c’era anche una coppia di Reggio Emilia che aveva acquistato i biglietti aerei per la Giamaica - 4500 euro in tutto - rivelativisi inesistenti. I coniugi si sono accorti dell’inganno poco prima di partire, nel gennaio 2016, grazie allo zelo di uno dei clienti che ha telefonato alla Lufthansa per chiedere un chiarimento sul peso del bagaglio: il cliente si è reso conto che qualcosa non andava. Infatti, anche in questo caso, non esisteva alcuna prenotazione e, seppur rassicurato dall’agenzia, qualche giorno prima di partire ha dovuto fare i conti con l’amara realtà. Il giudice ha riconosciuto 4mila euro di provvisionale e le spese legali.