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Fanano, la proposta: «Un rifugio in vetta al Cimone nel magazzino dell’Esercito»

Il sindaco di Fanano lancia l’idea di riconvertire la struttura ormai in dismissione Potrebbe ospitare molte camere da letto e un osservatorio astronomico per tutti

Daniele Montanari

Un rifugio sulla vetta del Cimone, a quota 2.165 metri. Con il paesaggio mozzafiato che si può ammirare da lassù, la natura incontaminata e la possibilità anche di fare un’osservazione del cielo come in nessun altro luogo, nella nostra provincia, grazie alla quota e alla totale assenza di inquinamento luminoso.


A lanciare l’idea è il sindaco di Fanano Stefano Muzzarelli, guardando al grande edificio che l’Esercito (non l’Aeronautica, che ha la sua sede nell’altro lato) ha ormai in dismissione proprio in vetta, dalla parte opposta rispetto alla cappellina. La struttura è sempre stata utilizzata come magazzino, strategico soprattutto durante gli anni della Guerra Fredda. Ma sono passati, le esigenze militari oggi sono diverse e sostanzialmente quell’edificio ormai non serve più. Lasciato all’abbandono, all’esposizione delle intemperie che ci sono a oltre duemila metri, in poco tempo diventerebbe un rudere. Ecco dunque l’idea di attivarsi adesso con un grande progetto sinergico, sempre per potenziare l’attrattività turistica del territorio, da portare avanti assieme a tutti i sei Comuni della fascia Cimone (quindi anche Sestola, Montecreto, Riolunato, Pievepelago e Fiumalbo).

Nei giorni scorsi i sindaci ne hanno parlato, e sembrano tutti molto attirati dal progetto di creare in sostanza il rifugio-osservatorio più alto della nostra provincia, con la possibilità di avere una grande disponibilità di posti letto vista l’ampiezza del fabbricato. Ma ovviamente si tratta di piccoli Comuni, non in grado di sostenere la spesa di un intervento del genere in quota, che richiederebbe anche il trasporto dei materiali in elicottero. Da qui l’impegno a coinvolgere anche la Regione, particolarmente sensibile a tutti i progetti di potenziamento turistico.

«Credo che se ci lavoriamo tutti insieme, questo progetto che così su due piedi può sembrare un po’ audace in realtà potrebbe benissimo andare in porto – sottolinea Muzzarelli – abbiamo una grande struttura in un posto meraviglioso che tutti conoscono, emblema della nostra montagna: perché non valorizzarla? Adesso c’è la possibilità di ristrutturare, dopo non si sa. Pensiamo a quanta gente potrebbe venire per passare una notte sul Cimone, per restare più tempo in quota, per osservare le stelle magari con iniziative organizzare in collaborazione con il Cnr, che ha l’osservatorio Vittori a pochi metri da lì. Ma si può fare anche osservazione ambientale, e molto altro: le potenzialità sono enormi, basta crederci. Il Cimone è un patrimonio di tutti: deve essere un grande progetto collettivo».

Si tratterebbe di andare a trattare col demanio della Difesa la cessione del fabbricato per riconvertirlo ad uso civile: al di là della burocrazia, probabilmente sarebbe una cosa alla fine nell’interesse di tutti.

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