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La tua storia/ Modena, Daria Bertolani Marchetti: anche sotto le bombe «si trova un po’ di gioia» 

Nel diario le paure nei giorni di guerra Il “mercato nero” e la bici sotterrata

“Bruna, piccolina e grassottella; per quanto già madre di famiglia non so persuadermi di essere una signora e mi piacciono i collettini bianchi e i nastrini nei capelli. M’interesso di tutto, ma credo di non saper fare bene niente”.

Così si descrive Daria Bertolani Marchetti nel suo diario quando, venticinquenne, si sposta a Formigine, nella casa di famiglia del marito Mario Bertolani, il compagno di università conosciuto per una richiesta d’indicazioni sull’Orto Botanico che lei poi dirigerà dal 1981, per tredici anni.


Dal maggio ‘43 vive con i suoceri. Il clima è teso. La guerra, la minaccia della presenza tedesca, l’intensificarsi dei bombardamenti sono compagnie quotidiane.

Incertezze, precarietà e paure che Daria affida alle pagine successive “ricordare a me, vecchia, ai miei figli, ai loro, la vita di questi giorni. Sono tempi brutti questi; la guerra imperversa, infuriano i bombardamenti sulle città, eppure si vive e si trova ancora un po’ di gioia”, scrive in una narrazione intima che intreccia la sfera familiare agli eventi bellici della storia locale.

La fucilazione

dell’ottico Anderlini

Parla dei prezzi di calmiere confrontati con quelli del mercato nero; della bicicletta sepolta perché gli ufficiali non la requisissero; della fucilazione dell’ottico antifascista Anderlini “colpevole di aver dato alloggio a un prigioniero inglese, colpevole di un puro atto di amore verso il prossimo”.

Scrive della morte di un suo alunno nel bombardamento che colpisce case e scuole, fra cui il Corni e degli altri bombardamenti a Modena e Formigine.

Mi piacerebbe che per qualche giorno piovesse, tuonasse, grandinasse, che ci fosse un tempo contrario al movimento degli aeroplani per riposare un po’ i nervi”.

L’arsenale “Monica” che i tedeschi hanno nascosto nelle campagne formiginesi diventa bersaglio di frequenti incursioni aeree alleate mirate al deposito di via Ghiarola e al Comando tedesco di Villa Agazzotti. ‘Pippo’, il velivolo da ricognizione, all’imbrunire sgancia bombe ovunque scorga luce.



Dopo l’8 settembre

inizia la Resistenza

Vittorio – il figlio - si mette le manine sugli occhi e poi ‘No, no, paura Pano pum pum’ ... Il coprifuoco è stato rimesso alle 20, in relazione a nuove operazioni contro i ‘ribelli’ nella zona di Sestola e, pare, al ‘Primo maggio’. Mentre scrivo si sente sparare”.

I repubblicani, nell’offensiva contro la mobilitazione di partigiani e civili, fermano le linee ferroviarie provinciali e fanno posti di blocco alle porte di Modena.

Lungo le arterie principali l’ordinanza prefettizia costringe la popolazione a scavare fossi e trincee antischegge e a fare da sentinella per avvertire i tedeschi degli attacchi. I messaggi della Resistenza da Radio Londra, l’emittente clandestina alleata, si susseguono. “La mia barba è bionda... Il portico è umido… Sarei proprio curiosa di sapere il significato... di quali avvenimenti saranno la causa?”.

A Formigine, dopo l’8 settembre, iniziano le prime forme di resistenza armata civile: il marito è nella Sap ‘Romero’ prima e nella Brigata Italia, nata da quel ‘Paradisino’ di studenti del San Giovanni Bosco, dopo. Viene arrestato nel ‘45 mentre insegna in Università.

Anche Daria partecipa, è una staffetta partigiana, ma lo omette per ragioni prudenziali fino a quelle pagine che raccontano i giorni della Liberazione. 22 aprile ’45.

Sono in cantina da stamani... Modena credo sia mano dei partigiani, che hanno fatto le fucilate per tutta la mattina... L’elicottero dal volo lento sorvola continuamente la città, l’ospedale e tutte le case qui intorno sono coperte di bandiere e lenzuola” – per evitare che gli aerei alleati colpissero i civili- Ore 20 Ingresso dei primi carri armati americani che sfilano per i viali... L’entusiasmo della folla è stato indescrivibile”.

Il 1° maggio sotto al nastrino della Brigata Italia, scrive: “Posso finalmente scrivere tutto quello che finora ho taciuto. Mario è stato fermato due volte non si può dire che avessero torto se sospettavano di lui. L’unico torto che hanno avuto è stato quello di non mettere dentro anche me. Infatti ero al corrente di molte cose, cucivo i braccioli tricolori e, quando andavo a trovare Mario in prigione, portavo fuori tutte le notizie che gli riusciva di sapere”.


 

DARIA BERTOLANI MARCHETTI

Nata nel 1919 a Modena consegue a 21 anni la laurea in Scienze Naturali presso l'Università di Modena.

Partecipa alla Resistenza nella Brigata Italia divisione "Modena Pianura" ricevendo la Croce al Merito di guerra per le attività di fiancheggiamento, consegna messaggi e trasporto di armi. Nel 1961 è eletta nel Consiglio comunale di Formigine nelle liste della DC. 
Svolge attività didattica e di ricerca in diversi atenei, pioniera della palinologia in Italia, dal 1981 al 1994, anno della morte, dirige l'Istituto e Orto Botanico e l'Erbario di Modena. Pubblicò oltre duecento studi.
Il Diario di Daria Bertolani Marchetti è conservato dalla famiglia che ne ha autorizzato la pubblicazione nel 1999 di una copia anastatica. 
Il volume è uscito nella Collana Storie Differenti del Centro Documentazione Donna a cura di Mariagiulia Sandonà.


* CDD Modena

Nata nel 1919 a Modena consegue a 21 anni la laurea in Scienze Naturali presso l'Università di Modena.

Partecipa alla Resistenza nella Brigata Italia divisione "Modena Pianura" ricevendo la Croce al Merito di guerra per le attività di fiancheggiamento, consegna messaggi e trasporto di armi. Nel 1961 è eletta nel Consiglio comunale di Formigine nelle liste della DC. 
Svolge attività didattica e di ricerca in diversi atenei, pioniera della palinologia in Italia, dal 1981 al 1994, anno della morte, dirige l'Istituto e Orto Botanico e l'Erbario di Modena. Pubblicò oltre duecento studi.
Il Diario di Daria Bertolani Marchetti è conservato dalla famiglia che ne ha autorizzato la pubblicazione nel 1999 di una copia anastatica. 
Il volume è uscito nella Collana Storie Differenti del Centro Documentazione Donna a cura di Mariagiulia Sandonà.



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La rubrica è un'azione del progetto "In prima persona femminile. Diari, memorie, epistolari tra soggettività e storia" sostenuto dalla Fondazione di Modena con il patrocinio del Comune di Modena. info www.cddonna.it - mail info@cddonna.it - tel. 059 451036.