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Addio Maria Giulia, direttrice del coro delle Mondine di Novi 

Le amiche e colleghe: «Quanta strada insieme. Bella, ciao». Si è spenta a 65 anni, era un’interprete straordinaria del folklore

Novi. Una leonessa dall’entusiasmo contagioso e con un amore tale per la musica popolare da rendere il Coro delle mondine di Novi un’icona mondiale. Nella notte fra martedì e ieri si è spenta a 65 anni Maria Giulia Contri, dal 2000 direttrice di uno dei cori più originali a livello internazionale, al quale si è dedicata fino all’ultimo.



Maria Giulia si è spenta dopo una lunga malattia: in tanti ricordano commossi la sua esibizione all’Aia Folk Festival di Novi il 24 settembre scorso quando ha trasmesso carica e umanità attraverso la musica popolare. «Quel grande filo che unisce la gente di un territorio», come diceva lei. «Ha lottato fino alla fine con la sua grande personalità – ricorda Manuela Rossi, presidente del Coro delle mondine di Novi e al fianco di Maria Giulia negli ultimi 20 anni – aveva una formazione e una cultura della musica popolare di una grande rarità. Era convinta che quella sarebbe stata la soluzione contro le brutture del mondo.

Carpi, manifestazione antifascista di solidarietà

Il 24 settembre durante l’Aia Folk Festival ha cantato e ha dato tutto di se stessa, poi si è addormentata. Siamo debitori verso Giulia, per la sua passione e per gli ideali che ci ha lasciato. Non tollerava la violenza e ha fatto delle mondine un’icona». Maria Giulia nel corso degli anni ha costruito numerose collaborazioni tra il Coro e musicisti quali Cisco e i Flexus. L’ultimo cd, “E più forti dei cannoni noi saremo”, vede la partecipazione di Paolo Fresu e Ginevra De Marco, tra gli altri.

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«Era direttore artistico dal 2000 – conferma Manuela – ha svolto un lavoro meraviglioso: le tournée, il film “Di madre in figlia”, acquistato dalla Rai, prodotto da Andrea Ferrario con la regia di Andrea Zambelli». «Quanta strada abbiamo fatto con te. Quante “cante” abbiamo regalato in giro per il mondo e quante risate insieme. Perché è così che tu ci hai sempre insegnato, a essere un Coro – è il saluto delle mondine - Sei stata la nostra maestra, anzi la “mistra” che ci ha sempre ricordato da dove venivamo e da cosa nasceva il nostro cantare.

Di madre in figlia con i piedi nell’acqua, per cantare contro le ingiustizie. Andremo avanti, insieme, come hai sempre voluto. E tu ovunque sia, insieme alle altre, seguici sempre. Ciao Bella, Ciao». «L’ultimo festival l’abbiamo organizzato io e Manuela perché Giulia era fuori e dentro dall’ospedale», aggiunge Diego Zanotti, organizzatore dell’Aia Folk Festival. Il funerale si terrà domani alle 14 da Terracielo Carpi per raggiungere alle 14.30 il cimitero di Novi. Maria Giulia lascia una figlia, Martina con il compagno Francesco, e la nipote Olivia.