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Attacchi sui social, i sindaci di Castelfranco e Cavezzo  denunciano i no-vax del gruppo “ViVi”

Due sindaci del Modenese hanno denunciato il gruppo no-vax che si fa chiamare “ViVi”: si tratta del primo cittadino di Castelfranco Giovanni Gargano e di quella di Cavezzo Lisa Luppi. Entrambi sono stati vittime negli ultimi giorni del classico attacco su internet, un bombardamento di messaggi, che questa organizzazione gerarchica da mesi mette in atto nei confronti d chi cerchi di fare informazione sull’epidemia di Covid o che si schieri al fianco delle autorità sanitaria su temi come la vaccinazione o la prevenzione.

MODENA Due sindaci del Modenese hanno denunciato il gruppo no-vax che si fa chiamare “ViVi”: si tratta del primo cittadino di Castelfranco Giovanni Gargano e di quella di Cavezzo Lisa Luppi.

Entrambi sono stati vittime negli ultimi giorni del classico attacco su internet, un bombardamento di messaggi, che questa organizzazione gerarchica da mesi mette in atto nei confronti di medici, istituzioni, aziende sanitarie, giornalisti, politici, insomma contro chiunque cerchi di fare informazione sull’epidemia di Covid o che si schieri al fianco delle autorità sanitaria su temi come la vaccinazione o la prevenzione.


Anche in questo caso la colpa dei due sindaci è stata schierarsi al fianco della sanità. Gargano ad esempio nei giorni scorsi aveva denunciato la presenza a Castelfranco di volantini deliranti firmati dai ViVi, in cui si sosteneva che «l’Italia è una dittatura nazi-sanitaria» e altre fake news sul Covid. E prima ancora aveva espresso solidarietà alla Gazzetta per lo stesso attacco ricevuto nei giorni precedenti. E così la bacheca del sindaco si è riempita di circa diecimila messaggi da parte di sodali del gruppo ViVi, tutti con profili fasulli. Messaggi assurdi, in cui si parla di Hitler e di green pass, o di coercizioni alla vaccinazione con gli stessi ViVi che si paragonano ai partigiani. Ecco un esempio dei deliri dei ViVi: «Hitler fu l'unico ad introdurre un lasciapassare per andare a lavoro. Il nazi-green-pass non ha nessuna giustificazione sanitaria, è un mezzo di coercizione nazista alle vaccinazioni forzate. La democrazia è morta, la costituzione calpestata nel modo più atroce, anche nel suo primo fondamento del lavoro. Il nazismo è conclamato, da qui in poi ci può essere solo un'escalation sempre più criminale e nazista da parte di chi non vuole più governarci ma dominarci e sterminarci».

La colpa di Luppi, sindaco di Cavezzo, è stata quella di condividere un articolo della Gazzetta in cui si raccontava il vile attacco perpetrato da ignoti nei confronti di alcuni medici a cui erano state tagliate le gomme dell’auto.

Anche nella bacheca di Luppi sono apparsi commenti, ma lei ha deciso di bloccare la pagina prima che il fiume no-vax proseguisse con il suo solito teatrino.

Come detto entrambi hanno presentato denuncia per quanto avvenuto.

«Bisogna combattere con tutti gli strumenti a nostra disposizione e sempre restando nell’ambito della legge, tutti coloro che alimentano la tensione sociale», spiega Gargano. «E lo dobbiamo fare anche attraverso la denuncia alle forze dell’ordine, un’azione che permette agli inquirenti di poter svolgere il proprio compito al meglio in un gioco di squadra a difesa della Comunità».

«Stigmatizzo e continuerò a farlo – prosegue Gargano – comportamenti e occhiolini verso questi fenomeni inaccettabili. Il tema pro-vax o no-vax è un pretesto che non commento. Contesto e dissento sui modi che queste persone utilizzano. E farei lo stesso anche se fossimo di fronte a una disquisizione tra Pignoletto contro Lambrusco».

I ViVi, invece, oltre al bombardamento sui social network si dedicano anche ad atti vandalici e già la settimana scorsa è stato denunciato un 37enne di Ravenna appartenente ai ViVi accusato di aver imbrattato una quindicina di luoghi sensibili come punti vaccinali o farmacie in Romagna. L’uomo era stato anche ripreso dalle telecamere.

Anche a Modena le azioni dei ViVi nel mondo reale si sono ripetute, con scritte del tipo “Il vaccino uccide” davanti alle scuole in città e a Mirandola. Anche a Castelfranco qualche appartenente a questo gruppo organizzato ha pensato bene di attaccare alcuni adesivi sui cartelli che indicano la direzione per il centro vaccinale.

E nelle ultime ore anche la pagina Facebook di Articolo Uno Castelfranco Emilia è stata attaccata dai ViVi, che ormai stazionano con frequenza nella nostra provincia. Anche qui con frasi deliranti.

«Per tempi, quantità e linguaggio – spiegano da Articolo Uno – l’attacco non può che essere concertato. Ripetiamo, per l’ennesima, volta: pensiamo siano pochi, stanno seminando veleni e miasmi, vanno individuati. Non mancheremo di segnalare alle autorità questo ennesimo attacco di haters deliranti e pericolosi».

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