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Modena. Badanti e lavoratori senza green pass: «Così si mette a rischio la vita degli altri»

Ferrari (Ausl) sulle bacheche virtuali per chi non ha il certificato: «Sanzioni fino a 1500 euro. È istigazione a delinquere»

MODENA. Multe dai 400 ai 1000 euro per i datori di lavoro e dai 600 ai 1500 per i dipendenti. È questa la sanzione che rischiano coloro che intendono mettere in atto una collaborazione di lavoro senza green pass.

Un problema che la Gazzetta ieri ha denunciato a proposito di alcune chat nate sull’applicazione Telegram che hanno l’obiettivo di fungere da bacheche virtuali per chi cerca o offre lavoro senza green pass. E spulciando tra gli annunci si scoprono soprattutto offerte o richieste per il mondo dell’assistenza domiciliare, in particolare badanti.


«La normativa è chiara – spiega il dottor Davide Ferrari, direttore della Sanità pubblica dell’Ausl di Modena – anche le badanti devono avere il green pass: se ne sono sprovviste anche la famiglia, che a tutti gli effetti è il datore di lavoro, rischia la sanzione».

C’è, tuttavia, un aspetto ancora più importante: la vita degli anziani che vengono assistiti: «Chi tiene ai propri cari – spiega il dottor Ferrari – assumendo una persona che non è in possesso di green pass li espone a un grave rischio. È una scelta irragionevole, soprattutto se pensiamo che chi ha bisogno di assistenza di solito è una persona molto anziana, non autosufficiente o con patologie. Si tratta proprio di chi corre pericoli maggiori in caso di contagio».

Il green pass, secondo il dottor Ferrari, è uno strumento utile a 360 gradi: «Il green pass significa prevenzione e tutela. È molto importante e chi non ce l’ha mette a rischio gli altri. Sappiamo benissimo che chi è vaccinato ha probabilità molto minori di contagiarsi rispetto a chi non lo è. Così come sappiamo che, in caso di contagio, ha meno probabilità di sviluppare forme gravi di malattia ed è comunque meno contagioso».

Eppure ci sono persone che ancora credono che chi è vaccinato abbia il virus nel corpo e sia più contagioso: «Una fake news. Chi è vaccinato ha semplicemente sviluppato gli anticorpi e dunque è vero l’esatto contrario di quello che viene sostenuto in certi ambienti complottisti».

C’è poi tutto l’aspetto normativo canonico: «Siamo di fronte a rapporti di lavoro totalmente in nero e dunque chi li promuove può incorrere in una sorta di istigazione a delinquere. E ricordiamo che oltre alle sanzioni amministrative, in caso di infortunio di un lavoratore in nero per il datore si va nel penale».

Tornando al green pass, l’Ausl, negli abituali controlli nelle aziende, non dovrà occuparsi dei controlli: «A noi spetta un altro compito – chiarisce il dottor Ferrari – Dobbiamo verificare se l’azienda ha un metodo di controllo del green pass. Accertare il possesso del certificato verde è un compito che non spetta a noi».

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