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Il sindaco Bellelli: «Ospedale, oltreferrovia e infrastrutture Carpi è pronta a investire 150 milioni»

Il sindaco Bellelli fa il punto a metà del secondo mandato e guarda al futuro: «Il 2022 porterà novità importanti per la città»

Serena Arbizzi

Oltre 150 milioni di euro di investimenti per la città, tra l’ospedale nuovo, la “bretella” che collegherà la zona industriale ovest con la zona Autotrasportatori e la Corte di Fossoli. Il sindaco Alberto Bellelli si avvicina a oltrepassare la metà del suo secondo mandato da guardando a queste cifre e alle sfide future, tra cui, quella importantissima dei fondi europei in arrivo con il Pnrr, il piano per rilanciare l’economia dopo il Covid.


Sindaco, a inizio mandato avete annunciato opere strategiche per la città: una fra tutte il nuovo Ramazzini. A che punto siete con questa e le altre infrastrutture?

«Il Comune non si è fermato nell’inseguire gli obiettivi che ci eravamo posti nemmeno durante il lockdown. Sul nuovo ospedale c’è una somma importantissima: 120 milioni di euro e prevediamo l’inizio dei lavori nel 2024. Il 2022, inoltre, vedrà chiudersi dal punto di vista amministrativo il progetto per la realizzazione della “bretella” che collegherà Fossoli a Carpi. Fanno parte di questo piano anche la rotatoria tra la tangenziale Losi e via Guastalla, uno dei punti più problematici della città, dal punto di vista degli incidenti, e la ciclabile che consentirà un collegamento con la frazione con mezzi alternativi all’auto. Tra il 2022 e il 2023 l’accordo con la Fondazione Crc fornirà la città di una struttura importante quale l’università: non sarà un progetto autarchico e la collocazione vicina alla ferrovia lo indica chiaramente. Vedere studenti in giro per Carpi crea indotto, sì, ma anche scambio. In passato, nei momenti difficili, le città si chiudevano, mentre noi abbiamo fatto la scommessa di aprirci».

Quali caratteristiche avrà il prossimo bilancio?

«Innanzitutto, puntiamo a chiuderlo entro l’anno, come nel 2020. Il primo obiettivo è non aumentare la pressione fiscale, il secondo è avere un bilancio “agibile” già dal primo gennaio 2022 e, terzo, essere pronti a recepire le risorse europee del Pnrr. A Carpi sono già arrivati fondi del Pnrr: i 14 milioni e 800mila euro per la Corte di Fossoli, un villaggio generazionale per chi ha fragilità sociale. Si tratta di uno dei pochi progetti finanziati fra quelli presentati dalle città non capoluogo di provincia».

Crede ancora che l’Unione dei Comuni sia una scelta vincente?

«Certo, la Regione ha definito le Terre d’Argine una città diffusa. Un pezzo di innovazione istituzionale vera e propria che ci ha fatti includere in tavoli di concertazione dove di norma sono presenti solo i Comuni capoluogo. Le Terre d’Argine hanno saputo dare risposte su investimenti e servizi. Siamo passati dall’Unione strumento all’Unione soggetto con unitarietà, nonostante i soggetti che la compongono siano eterogenei. Questo a differenza di Unioni vicine…».

Per rimanere sui sindaci, che ne pensa di quanto succede in Aimag?

«A differenza di qualche collega non trovo opportuno parlarne tramite stampa. D’altra parte, io al patto di sindacato c’ero e ci sarò».

Il 2022 sarà un anno strategico perché vedrà la conclusione di numerose opere: qualche esempio?

«Sarà l’anno del care residence, di cui presenteremo il modello gestionale e di accesso ai due centri diurni e agli appartamenti assistiti. Un progetto di grande rilevanza sociale e risposta al mutamento della popolazione per non costruire dei ghetti. Finirà la casa della salute, dove esiste una fortissima sinergia con la sanità. E gli investimenti in questo campo non si fermeranno qui… Il 2022 sarà anche l’anno del parco della Cappuccina e la fine cantiere per lavori di recupero del Campo di Fossoli. Oltre al sottopasso ciclopedonale che unirà il centro all’oltreferrovia. Avremo, poi, importanti progetti dedicati alla formazione insieme alla Regione: in questo momento il territorio ci sta chiedendo figure capaci in vari ambiti, come il tessile».

Sanità: al pronto soccorso c’è stata una “fuga” di medici e il reparto è in affanno…

«Nei giorni in cui sono emerse le difficoltà abbiamo fatto un incontro apposito. Il tema è anche nazionale, legato alla scarsità di medici al pronto soccorso. Abbiamo fatto presente il problema all’Ausl che ha risposto tramite il dottor Toscani. Non possiamo far altro che intraprendere tutte le strade per consolidare il personale. L’ospedale ha fatto un lavoro straordinario durante l’emergenza, ma non solo».

Sulla viabilità c’è chi ironizza e al polo scolastico di via Peruzzi ci sono ancora polemiche.

«Carpi è stata una delle prime città a dotarsi di una rete di mobilità di emergenza che ora stanno applicando in tutta Italia. Il “dinosauro” (così è stato raffigurato un tratto per i ciclisti in via Pezzana che ha scatenato l’ilarità sui social, ndr) fa sorridere, ma noi sottolineiamo che un ciclista deve sempre essere oggetto di attenzione. Per quanto riguarda via Peruzzi: ci sono certe famiglie che accompagnano i figli quasi dentro la scuola… Prima che fosse ricavata la corsia per gli autobus la via era insicura».

E riguardo all’oltreferrovia, invece, il Parco Lama è ancora all’orizzonte?

«L’idea è che qui si realizzi un parco che non sia solo un grande spazio verde, ma una grandissima occasione di attrattività turistica. Dal sondaggio tra i cittadini emerge che questo viene considerato il parco del centro storico: seppur con i piedi sulla terra ci si sente in piazza. Un domani, anche con l’aiuto del treno – e sposo, al riguardo, l’idea di una metropolitana di superficie – speriamo che i passeggeri, arrivando da una direzione possano ammirare in centro e, dall’altra, il parco con l’università. Una volta aperta la porta sull’oltreferrovia potremo ragionare sul futuro dell’ex cantina sociale e la zona vicina».

Passando al commercio, avete ricevuto 36 richieste di nuove aperture o trasferimenti in centro.

«Siamo contenti di questa adesione e abbiamo fatto la scelta politica di sostenere tutte le richieste che verranno ammesse. Il nostro centro è bellissimo e lo vogliamo allargare. Chi decide di venire a comprare in centro lo fa non solo perché gli serve qualcosa, ma anche per vivere “la piazza”».

Nel Pd fervono già i preparativi per le amministrative del 2024 e si delinea una corsa tutta al femminile.

«Sarà un percorso che dovrà coinvolgere la coalizione. Ora è presto: il giudizio dovrà essere espresso tenendo conto delle scelte fatte in 10 anni di amministrazione. Oggi fare i sindaci significa essere esposti a tante responsabilità. Il fatto che da questa esperienza amministrativa escano tanti nomi è una ricchezza ma se ne dovrà discutere tutti insieme».

Lei sostiene che debba essere una donna il prossimo sindaco?

«Io sarei contento se fosse molto più capace di me e con il mio stesso amore per la città».

Cosa ne pensa della candidatura di Solomita alla segreteria provinciale del Pd?

«Per il Pd, che governa tanti Comuni, l'esperienza amministrativa è fondamentale. Oltre alla stima per il sindaco Solomita c'è da parte mia anche la convinzione che il "politico" Roberto possa essere la giusta sintesi tra l’esigenza di riprendere un dibattito politico sui temi e quella di continuare a lavorare concretamente».

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