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Modena. il direttore Vagnini: «Terza dose e green pass, colpo di grazia al Covid»

MODENA. «Dobbiamo utilizzare il green pass come sistema di vita».

Il dottor Claudio Vagnini, direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria, si schiera. L’azienda sta applicando la linea del rigore.


«Abbiamo avuto qualche caso, segnalato all’autorità giudiziaria – assicura Vagnini – come da prassi. Dobbiamo segnalare al prefetto quando qualcuno non ha il green pass al nostro interno. I controlli sono quotidiani, chi non è dotato di green pass è allontanato dal servizio e sospeso».

Il direttore generale non ne fa una questione burocratica: «La pandemia non è finita – ammonisce Vagnini – Bisogna che qualcuno si renda conto che la pandemia continua. Se noi vogliamo stroncarla definitivamente, dobbiamo andare verso la terza dose del vaccino per chi ha necessità e soprattutto dobbiamo utilizzare il green pass come sistema di vita».

A Modena non mancano le opposizioni alla certificazione verde: «Siamo liberi di pensare qualsiasi cosa, anche che la Terra sia piatta – aggiunge Vagnini – ma la realtà delle cose non è così. Credo sia importante rimarcare il dato reale».

A proposito di cifre, l’Istituto superiore di Sanità (Iss) ha fornito un rapporto aggiornato al 5 ottobre scorso. A quella data, in Italia si registravano 33.620 persone morte non vaccinate e 1.440 decessi di persone vaccinate: oltre 23 volte in meno.

«Sono contento quando l’Iss si esprime chiaramente rispetto ad aspetti di cui abbiamo discusso in questi mesi più di una volta – ribadisce il direttore generale – È bene che le persone sappiano come sono le caratteristiche della virosi e della sintomatologia. Il tema della mortalità è importante. Dal mio punto di vista, il tema più importante riguarda gli esiti del Covid e quanto essi stanno determinando in centinaia di migliaia di persone, di cui non si parla».

Vagnini anticipa un’analisi più approfondita sugli “strascichi” da Covid: «Sono persone con problemi respiratori, cardiaci, renali, cerebrali – descrive il direttore generale – e che avranno la necessità di essere aiutate in un percorso di riabilitazione. Su questo tema ci incontreremo-scontreremo nei prossimi mesi».

Vagnini esclude presenze di casi con la nuova mutazione della variante Delta nel Modenese. «Gli inglesi stanno affrontando un problema molto serio come i russi legato al fatto che hanno riaperto tutto senza nessun tipo di sicurezza. Il virus così si è rafforzato e ha cominciato di nuovo a trasmettersi, veicolandosi da un soggetto all’altro – conclude Vagnini – e questi sono i risultati di tali comportamenti».

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