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Carpi. Alle “Don Milani” 300 tamponi a scuola I genitori fanno la coda in auto per il test

Focolaio a Cibeno. Dopo i 29 casi di contagio, possibile riapertura lunedì. Il preside: «Applicati i protocolli. Molti i legami di parentela» 

Serena Arbizzi

Gli alunni e il personale scolastico, con docenti, bidelli, insegnanti di sostegno e addetti alla mensa faranno il test nel cortile della scuola. I genitori, invece, sono in fila al drive through.


È iniziato un fine settimana di passione per le centinaia di persone, tra operatori e famigliari, legate alla scuola elementare Don Milani.

Qui si sono verificati 29 casi di positività, concentrati in due classi in particolare e in misura inferiore in una terza, sulle 11 totali. Nel dettaglio, le classi con maggiore densità di casi sono una terza e una quarta, mentre una prima presenta soltanto due positivi.

I primi contagi isolati sono stati notati domenica e lunedì, ma la preoccupazione è scattata con il passare dei giorni, quando il numero di positivi ha toccato quota 29, di cui 28 alunni e un insegnante. E anche per i genitori è scattato l’allarme. «Abbiamo fatto lunghe code dalle 8.30 alle 10: un’ora e mezza di attesa per fare il tampone – dice un papà con il figlio in una delle classi delle “Don Milani” – Al timore del virus, si aggiungono questi disagi».

«È un focolaio da tenere sotto controllo con particolare attenzione, questo – ammette un altro genitore – Ci sono già positivi in alcune famiglie e purtroppo credo che il numero sia destinato ad aumentare man mano che si fanno i test».

Il preside Tiziano Mantovani spiega che la notizia di un numero così elevato di contagi “ha sorpreso un po’ tutti. Abbiamo messo in atto i protocolli: lo scorso anno sono state solo cinque o sei le classi chiuse. Non sappiamo cosa sia potuto accadere. Credo che ci possano essere contatti fuori da scuola, ci sono molti cugini e parenti, in generale. Siamo attrezzati anche per la didattica online, certo, ma la nostra speranza è che si possa tornare in presenza”.

La scuola di Cibeno, nel frattempo, è stata sanificata come richiesto, in vista del possibile rientro già dalla settimana prossima.

«Come da protocollo abbiamo attivato gli screening tramite il tampone: controlli che di solito danno pochissime positività – afferma Giovanni Casaletti, direttore del servizio di Igiene pubblica dell’Ausl – Stavolta, invece per due classi, è risultata una considerevole percentuale di positivi. Sono, quindi, in atto tutte le indagini epidemiologiche per individuare i contesti di contagio».

«Numerosi casi in una classe non significa perdita di credibilità della scuola come istituto che rispetta le regole – puntualizza il direttore del servizio di Igiene pubblica – Finora abbiamo sempre avuto riscontri positivi per quanto riguarda le scuole e il rispetto dei protocolli di sicurezza. Stiamo verificato cosa sia successo all’interno delle “Don Milani”, ma la nostra attenzione è anche rivolta anche alle attività extrascolastica. C’è una ripresa della vita sociale, infatti, e le occasioni di trasmissione del virus possono avvenire in famiglia, ma anche altrove».

Dei 29 contagiati rilevati finora, a presentare sintomi sono appena tre casi.

«In alcune situazioni la positività è risultata antecedente alle attività di screening – specifica Casaletti – Significa che qualcosa è successo anche al di fuori del contesto scolastico. Se le attività di screening che si svolgeranno a scuola per il personale scolastico e gli alunni non consegneranno nuove positività, è previsto l’inizio dell’attività scolastica in presenza già da lunedì, mentre in altre classi con uno o due casi ci si regolerà con i protocolli suggeriti dalla Regione».

L’esito dei tamponi sarà disponibile domenica. L’Ausl chiede massima collaborazione nel partecipare allo screening dei contatti.

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