Contenuto riservato agli abbonati

Modena, regalano profilattici a scuola: il preside striglia gli studenti candidati

Al Sigonio ne hanno distribuiti novanta durante la campagna elettorale e si difendono: «Nel 2021 si muore ancora di Hiv»

Non è piaciuta per niente al preside Claudio Caiti del liceo Sigonio di Modena l’iniziativa portata avanti da due ragazzi della scuola candidati alle elezioni di rappresentanti di istituto e rappresentanti della lista elettorale “Umalista”.

I due alunni hanno infatti deciso in autonomia di fare campagna elettorale attraverso la distribuzione di preservativi a tutti gli studenti come gadget elettorale.


«Il preside – ha dichiarato la signora Giorgia Guidone, mamma di uno dei due ragazzi – ha apertamente ripreso i due studenti perché hanno distribuito 90 preservativi ad alcuni compagni di scuola durante la campagna elettorale quando gli studenti del Liceo Sigonio sono circa 1000 in totale, intimando loro che “la scuola non è un circo” e alla domanda che i ragazzi gli hanno posto “se avessimo distribuito delle penne al posto dei preservativi la sua reazione sarebbe stata la stessa?” Lui ha risposto che “per le penne non ci sarebbe stato alcun problema”. Come madre di uno dei due ragazzi – continua la signora Guidone – ho mandato una mail al dirigente che mi ha richiamata all’indomani del fatto, rimarcandomi la sua ferma posizione. Ora mi chiedo che messaggio stiamo passando ai nostri ragazzi? Ritengo che sia grave che nel 2021 esistano ancora questi pregiudizi a scuola».

«Non è una questione di pregiudizi – ha ribattuto il dirigente Caiti – e nemmeno di parere contrario che a scuola vengano affrontati temi importantissimi come l’educazione sessuale che comprende la prevenzione contro le malattie sessualmente trasmissibili e le gravidanze indesiderate, ma quando si vanno a trattare questi argomenti e si vanno a distribuire gadget come un preservativo, che non me ne vogliano ragazzi e genitori, ma è oggetto ben diverso da una semplice biro. Un gadget di questo tipo ritengo che sia necessario che venga in primo luogo condiviso con insegnanti e dirigente e poi discusso e deliberato in sede di Consiglio di istituto, in cui sono presenti anche i rappresentanti dei genitori. Mio compito è quello di vigilare sulle azioni dei ragazzi e tutelare i diritti, le culture, le idee e le sensibilità di tutti. Ora, se i ragazzi me ne avessero parlato ne avremmo discusso in modo sereno e maturo e con insegnanti e genitori avremmo potuto anche valutare iniziative a mio avviso più adeguate, ma così no! La scuola ha delle regole che vanno rispettate e non è il luogo dove chiunque si può permettere di fare ciò che vuole senza criteri condivisi».

Intanto i ragazzi sulla pagina Instagram di Umalista si giustificano: «Perché distribuire preservativi a scuola? Perché siamo nel 2021. Perché a Chicago è nata una campagna per distribuirli nelle scuole medie. Perché nel 2001 è stato installato il primo distributore nelle scuole superiori. Perché siamo nel 2021. Perché ci si ammala ancora di malattie che si trasmettono sessualmente, perché si muore ancora di malattie come HIV, il numero degli aborti in età adolescenziale è in aumento, perché sale anche il numero di ragazze che abbandonano la scuola perché in gravidanza. Il nostro era un gesto simbolico, non pretendevamo di poter proteggere tutti. Un modo per ricordarvi che la vita è bella e non va sprecata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA