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Soliera. Sequestrati armi e pugnali: «È pericoloso»

La Polizia locale procede con l’intervento, il proprietario fa ricorso ma i giudici lo bocciano: «Ha comportamenti aggressivi»

SOLIERA. Troppo pericoloso e con inclinazioni non adeguate per detenere in casa “svariati fucili di varia marca, pistole, cartucce di vario tipo e pugnali”. Con questa motivazioni i giudice del tribunale amministrativo hanno bocciato il ricorso di un solierese che si era opposto al divieto emesso dal prefetto di Modena di detenere armi.

L’uomo, che detiene una licenza di caccia dal 1956, è in possesso di varia strumentazione, ma da un po’ di tempo ha delle difficoltà di vita quotidiana. E proprio da quella situazione di fragilità prende le mossa l’intervento della Polizia locale di Soliera che provvede a catalogare le armi e a togliergliele. L’azione degli agenti si basa anche sul certificato del medico di famiglia che tra le varie patologie annota anche “totale assenza di consapevolezza di patologia, presenta quadro di irritabilità alternanza tra ansia e depressione. Mostra comportamenti aggressivi eterodiretti, spesso minaccia suicidio. Presenta numerose fissazioni in particolare rivolte all’acquisto e detenzioni di armi da fuoco”.


Un quadro clinico che non può lasciare indifferenti gli operatori di sicurezza, che intervengono e relazione a questura e prefettura. Il rischio basta per vietare la detenzioni di armi, ma se il Tar conferma l’iniziale provvedimento, il Consiglio di Stato impone una nuova valutazione medica e rimanda gli atti a Bologna pur confermando il divieto emesso dalla prefettura. Ma i giudici petroniani, pur non avendo nuovi incartamenti sanitari, ribadiscono la loro posizione, tenendo in considerazione il “pericolo di abuso” e i comportamenti aggressivi all’evidenza non compatibili con l’uso delle armi. Il ricorso è quindi bocciato e l’anziano, per ora, non potrà né riavere fucili e pugnali né tantomeno acquistarne di nuovi.

F.D.

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