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Maranello, «Si era allontanata e non rispondeva più, è precipitata giù fino al fiume ed è morta»

Il racconto del tragico incidente in montagna costato la vita a Elena Pellegrini: parla il suo compagno Enrico Gennari

MARANELLO. «Si è allontanata un attimo mentre il nostro gruppo si era fermato per una sosta. Subito non ci abbiamo fatto caso. Ma poi siccome non tornava, abbiamo iniziato a chiamarla. Non rispondeva. Allora abbiamo iniziato a cercarla ma non trovavamo sue tracce. Alle fine abbiamo chiamato il Soccorso Alpino di Trento che è arrivato rapidamente. L’hanno trovata poco dopo. Era scivolata giù da un dirupo fino al greto del fiume Chiese».

È il racconto di Enrico Gennari, conosciuto videomaker modenese. È il compagno di Elena Pellegrini, la 26enne morta nel pomeriggio di sabato durante un’escursione con gli amici sulle montagne della Val Daone, dietro a Riva del Garda.


Elena dava lezioni di lingue. Aveva un incarico per l’insegnamento dello spagnolo in due istituti superiori della nostra provincia: al Baggi di Sassuolo e al Luosi di Mirandola. Ieri tanti suoi studenti hanno espresso il loro cordoglio sui social, colpiti dalla tragedia. Conviveva con Enrico nella casa di famiglia, in via Nirano a Maranello, a Torre delle Oche. Sempre insieme anche nelle tante escursioni in montagna. Proprio perché non era una sprovveduta della montagna, la morte di Elena va sicuramente attribuita a una disgrazia: è scivolata sul pietrisco ed è precipitata perdendo la vita.

Racconta Enrico ancora sotto choc: «Eravamo arrivati in Val Daone venerdì con un gruppo di 8-9 amici. Due di questi sono tra l’altro trentini e conoscono la zona. Anche io e Elena la frequentavamo, ma non in quel tratto». Enrico non se la sente più di raccontare l’accaduto. E c’è poco di più da aggiungere a ciò che sabato sera hanno reso noto le autorità trentine.

La tragedia è avvenuta intorno alle 17. È l’ora in cui i ragazzi si sono fermati sui monti intorno a Malga Boazzo, una zona di escursioni molto frequentata dai trentini e considerata non particolarmente difficile. Il gruppo di giovani stava svolgendo un pomeriggio di boulder, l’arrampicata libera sulle rocce e le pietre. Qualcosa di meno pericoloso del free climbing ma che richiede comunque la massima attenzione. Un’attività sportiva outdoor che richiede scarpe particolarmente aderenti.

Quando si sono accorti che Elena non c’era, l’hanno cercata ma non rispondeva. Solo 40 minuti dopo verrà ritrovata dal Soccorso Alpino. Era deceduta sul greto del fiume Chiese. Si trovava in linea d’aria poco lontana da dove era stata vista l’ultima volta. Segno che ha perso l’equilibrio precipitando verso il basso.

La salma è stata recuperata dal personale dell’elisoccorso ed è stata portata in volo fino a Pieve di Bono dove si trova una struttura con una camera ardente. Sul posto anche i carabinieri di Riva che hanno steso un rapporto da consegnare alla Procura di Trento nel quale si descrive la dinamica dell’incidente costato la vita alla giovane.

Come detto, Elena abitava a Torre delle Oche coi genitori di Enrico Gennari. Lì aveva preso domicilio anche se risultava ancora residente a Milano, la sua città. Anche se a Maranello non era conosciuta se non nell’ambito della famiglia del suo fidanzato, la notizia ieri si è sparsa velocemente. Anche il sindaco Luigi Zironi ha voluto esprimere il cordoglio suo e della città per la tragica scomparsa della 26enne: «Da parte dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità maranellese, desidero esprimere il cordoglio più sincero ai familiari di Elena, attorno ai quali intendiamo stringerci ora di fronte ad una tragedia che ha colpito una ragazza così giovane. È davvero difficile trovare parole che diano conforto ai suoi cari, ma è il nostro primo pensiero va a loro e al dolore indescrivibile che stanno affrontando», conclude il primo cittadino.

Carlo Gregori

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