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Modena, la corsia per le auto? Larga un metro e mezzo...

Il caso surreale di via Tagliazucchi dove il disegno di una ciclabile su strada ha ridotto oltremisura lo spazio alle macchine

MODENA. Non ci sta nemmeno una Smart, la city car più piccola in circolazione, larga 162 centimetri. Eppure a Modena c’è una strada, via Tagliazucchi, dove il Comune ha disegnato a terra una corsia, l’unica, riservata alle auto, larga 150 centimetri. Un metro e mezzo sì, tanto quanto il metro da sarta che abbiamo usato ieri mattina per andare a misurare l’ampiezza di questa tracciatura sull’asfalto che ha raggiunto i limiti del surreale.

La ciclabilità spinta, quella alla quale il Comune sta facendo riferimento in diverse zone della città, sta creando solamente disagi e disguidi: pensate solo a all’incrocio di via Emilia Ovest con largo Aldo Moro trasformato in una sorta di Piccadilly Circus o a strada Morane che è diventata una vera e propria giungla. Il risultato lo abbiamo raccontato per giorni nelle ultime settimane: traffico in più e sicurezza in meno. Passi, però, fino a quando si riserva alle auto una corsia che sia degna di tale nome, anche solo per dimensioni.


In via Tagliazucchi tutto questo non succede e la corsia non basta nemmeno per una bicicletta. Così succede che accanto alla preferenziale per gli autobus, a costo di farci stare tutto in una sorta di “sindrome da ciclabilite”, c’è una corsia dedicata alle auto e una dedicata alle biciclette della stessa grandezza e insufficiente per entrambe. Già, perchè non stiamo parlando di una strada privata, ma di una delle vie di accesso al centro - e anche alle scuole a ridosso del centro - più frequentate.

Certamente si potrà dire che la tracciatura disegnata sull’asfalto è da interpretare, della serie quando non ci sono biciclette l’auto può invadere la corsia a due ruote. E ci mancherebbe...

Il problema arriva puntuale quando si incrociano un’auto e una bicicletta in quello spazio, e per non investire il ciclista l’automobilista deve immolarsi contro l’autobus. Perché poniamo il caso di un incidente, senza conseguenze, dove però autobus, auto e bici si toccano: di chi è la colpa? Decide il Comune?

Davide Berti

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