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«Carpi non è immune alla ’ndrangheta Troppi cantieri nuovi: servono controlli»

Alla serata di Libera parla il sindaco Bellelli che apre la presentazione del libro di Soresina sul maxi processo Aemilia

MODENA. Via Ugo da Carpi è una strada percorsa più volte al giorno da chi abita in città: è l’arteria che collega il centro a Modena, ma anche al casello dell’Autobrennero e alla tangenziale che conduce verso ogni direzione.

Devono aver pensato a questo, a quanto sia strategica questa via, gli autori dell’omicidio di Nicola Vasapollo a Reggio e di Giuseppe Pino Ruggiero a Brescello, avvenuti nel 1992 sullo sfondo di una guerra di ’ndrangheta. Devono averlo pensato perché la base logistica, utilizzata come alloggio e deposito di armi, era proprio in via Ugo da Carpi, in un appartamento collocato quasi di fronte allo stadio Cabassi, a poche centinaia di metri dal centro. Appartamento che in precedenza era occupato da donna e amante degli imputati, sfrattate frettolosamente quando si decise di trasformare l’appartamento nel covo della banda criminale.


Tra i quattro imputati, condannati all’ergastolo in appello, c’è anche Antonio Lerose, detto René, residente a Carpi per svariati anni.

Questo è stata una delle tante declinazioni della lotta alla ’ndrangheta di cui si è parlato sabato sera, nel corso di un appuntamento organizzato da Libera, nell’anniversario della scomparsa di Peppe Tizian, al quale è intitolato il presidio carpigiano dell’associazione.

Ospite della serata il giornalista e scrittore Tiziano Soresina, autore del volume “I mille giorni di Aemilia”, edizioni Aliberti, con prefazione di Giovanni Tizian.

All’appuntamento ha partecipato anche il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, che ha ribadito la necessità, oggi più che mai, di non abbassare la guardia. «Per me è una serata di corso di aggiornamento – spiega il sindaco – In questo momento in piazza Martiri e più in generale in centro, vediamo le gru: la coda della ricostruzione del sisma, il bonus 110, il bonus facciate... Questa forza lavoro fino a sei mesi fa non c’era. Vuol dire che si è mosso qualcosa: la forza lavoro arrivata è buona? È sano?».

Soresina replica subito: «Sono passati quelli con la valigetta, per un fenomeno diventato purtroppo molto diffuso, cioè il riciclaggio. Un dato di fatto degli ultimi tempi è che il clan emiliano di ’ndrangheta ha spostato i suoi interessi a Modena».

«Il mio libro ha avuto una genesi occasionale – esordisce l’autore – L’editore Aliberti ha ritenuto di contattarmi per chiedermi se ero disponibile a scrivere un libro sulla ’ndrangheta. Inizialmente doveva essere un resoconto di quanto succedeva a Reggio. Solo che eravamo nel pieno delle udienze di primo grado del maxi processo nell’aula bunker. L’editore mi ha chiamato in un momento particolare: ero arrabbiato perché al di là dello choc di un processo che sembrava di proiettarti a Palermo, con le gabbie con detenuti urlanti, c’era stato un tentativo da parte dei detenuti di estromettere dal processo sia la stampa, sia gli studenti: parlavano di resoconti a senso unico, parlavano di un clima contrario a loro. Se l’erano presa persino con gli studenti perché, grazie anche all’opera in particolare di Libera che ha preparato le classi ad affrontare udienze un po’ complesse, sono passati dall’aula bunker 3mila ragazzi, un potentissimo tam tam per il territorio. Se il processo fosse stato a porte chiuse l’informazione non sarebbe stata diffusa con la stessa efficacia. Ed ero molto arrabbiato per questo. Ho capito che era molto più importante parlare del maxi processo che per due anni e mezzo ha raccontato una storia nuova. Innanzitutto non solo reggiana, ma emiliana che pian piano si è ampliata al nord Italia – continua Tiziano Soresina – Questa storia è più complicata di quanto si pensasse: ne è uscita una pubblicazione che sembra quasi un romanzo e, purtroppo, è la nostra realtà».

La penetrazione della ’ndrangheta sul territorio è iniziata negli anni Settanta: per questo, si è ribadito più volte, sono necessarie antenne ben alzate e ripetuti controlli.

Serena Arbizzi