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Modena. Al Tecnopolo oggi si gira “Dark Matter” un thriller tra fisica, rapimenti e misteri

Le riprese in corso in via Campi  per il film con Demcenko nei panni di uno scienziato al quale una donna fatale sequestra il figlio undicenne

Un fisico che si occupa di Materia Oscura si trova improvvisamente coinvolto nel rapimento del figlio undicenne ad opera di una sconosciuta di nome Elena. È questo il soggetto del film thriller “Dark Matter” del regista Stefano Odoardi che uscirà nei cinema nell’autunno 2022. Il film verrà in parte girato a Modena a partire da oggi. Gli ambienti del Tecnopolo, presso il campus del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari Unimore, sono la location in cui in questi giorni si sta girando il thriller. Oggi una troupe cinematografica composta da 40 professionisti e dal cast del film sarà al lavoro al Tecnopolo. La location modenese è stata scelta in collaborazione con Emilia-Romagna Film Commission per ambientare alcune scene della storia scritta dallo stesso regista insieme alla sceneggiatrice olandese Sytske Kok. Oltre a Modena, nei giorni scorsi la troupe è stata a Castel del Rio, nell’Appennino sopra Imola, per realizzare le riprese più intense e spettacolari del film. Il 27 e 28 ottobre la produzione si sposterà invece a Predappio (Forlì), per utilizzare la location delle suggestive gallerie con le attrezzature tecnologiche del Laboratorio Ciclope, che fa parte del Tecnopolo di Forlì-Cesena e dove si svolgono esperimenti per descrivere i flussi turbolenti in campo aeronautico. Il lungometraggio, prodotto dalle italiane Superotto Film Production, Orange Film e dalla olandese KeyFilm, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, della Regione Lazio e - in Olanda - del Netherlands Film Fund, vede nel cast Alessandro Demcenko, Angélique Cavallari,la reggiana Eleonora Giovanardi, Thierry Toscan, Elisabetta Pellini, Orso Maria Guerrini, Daniela Poggi, Simona Senzacqua, Shaula Pascucci, Angelica Cacciapaglia e per la prima volta sullo schermo il giovanissimo Giulio Cecchettini.

«Viviamo un periodo storico in cui sembriamo aver perso la capacità di confrontarci con lo sconosciuto – afferma il regista Stefano Odoardi, che opera da diversi anni prevalentemente in Olanda –. Il mio film vuole essere un tentativo di riaffermare l’importanza dello sconosciuto come un elemento fondamentale della vita stessa. In definitiva, quando lo sconosciuto viene rivelato può essere crudele, ma può anche premiarti con una nuova consapevolezza».