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A Modena un impianto Hera di riciclaggio della plastica

La sede modenese di Hera

Protagonista del progetto è la controllata di Herambiente Aliplast: "Ricicliamo l'equivalente di 2.000
autotreni carichi di plastica tutta compattata all'anno, un numero grandissimo considerando che la plastica è molto leggera"

A  Modena sorgerà, grazie agli investimenti del gruppo Hera un vero e proprio distretto di economia circolare. Al termovalorizzatore e al depuratore delle acque reflue già presenti si aggiungerà infatti un nuovo impianto per la rigenerazione e il riciclo delle plastiche rigide, come il polipropilene e il polietilene ad alta densità.
Protagonista del progetto è la controllata di Herambiente Aliplast che a Ecomondo, il salone della green economy di Italian Exhibition Group in corso a Rimini, rilancia il proprio impegno per continuare a chiudere il cerchio di questo materiale ritenuto imprescindibile.
D'altronde, spiega l'amministratore delegato di Aliplast, Carlo Andriolo, il "plastic free" è un "falso mito: la plastica, vista anche l'esperienza del covid, è un materiale sano, leggero, robusto che ha moltissimi vantaggi". Occorre però, precisa, "cercare di utilizzarlo al meglio, dunque portare al riciclo la quota più alta possibile, ma prima di tutto raccoglierlo in maniera separata e anche progettare e disegnare i prodotti in plastica con l'idea di poterli riciclare in modo facile". Cosi, e "con gli investimenti, è possibile raggiungere obiettivi di incrementi molto significativi del riciclo della plastica, nell'ordine del raddoppio o della triplicazione in pochi anni".

Al momento, continua l'ad, "ricicliamo l'equivalente di 2.000
Autotreni carichi di plastica tutta compattata all'anno, un numero grandissimo considerando che la plastica è molto leggera".
Viene richiesto, sottolinea, il lavoro di circa 400 persone e di tutto l'indotto. "Il nostro obiettivo è di incrementare nel 2021 del 20% la plastica che ricicleremo e siamo su un percorso di piena crescita per arrivare al 70% nel 2025 e al 150% al 2030".