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Il progetto Modena capitale no-green pass: «Portiamo ventimila persone in città»

È iniziata l’organizzazione per una maxi-manifestazione in una delle prossime domeniche. I negazionisti: «Ce la faremo»

Modena. «Una grande manifestazione che convogli a Modena tutti i movimenti no-green pass dell’Emilia Romagna. Perché Modena è strategica».

È il progetto a cui stanno lavorando i negazionisti modenesi, quelli che fino a qualche settimana fa organizzavano i cortei del sabato pomeriggio.


Andiamo con ordine. Il clima è piuttosto teso nel movimento. Le ultime uscite non sono andate bene.

In centro nei fine-settimana c’è il pienone con eventi e fiere (vedi il Mercatino europeo che ha tenuto banco nell’ultimo week end) che attirano migliaia di persone e a loro viene impedito di sfilare in corteo per ovvi motivi di ordine pubblico. Sarà così anche nel prossimo fine settimane, dal momento che in centro prenderà vita l’edizione 2021 di Sciocolà.

Sono così costretti a manifestazioni statiche. In più a breve arriveranno le denunce per quel sabato in cui, in barba ai divieti, hanno deciso di sfilare ugualmente all’interno di un corteo non autorizzato. E pensare che i vertici, dopo aver organizzato in gran segreto la camminata illegale, si son ben guardati dal partecipare per evitare qualunque guaio.

Ma adesso la base dell’organizzazione mugugna. Vorrebbe un gesto di forza, un gesto che faccia notare Modena e che porti Modena alla ribalta del mondo no-vax italiano più di quanto non lo sia già, dal momento che Modena è una delle poche città in Italia dove le manifestazioni, indipendentemente dalla loro forma, vengono autorizzate con continuità da mesi. I video di cortei come quello di Milano in cui si sfila senza seguire indicazioni piacciono e danno notorietà.

Tanti dicono «ci hanno relegato fuori dal centro, prendiamoci la piazza lo stesso». Tra le varie proposte c’è quella del maxi-evento, un’idea che le menti-guida del gruppo approvano e sostengono. Si diceva di una Modena strategica, e perché? Per la politica. Strana considerazione per un movimento che sostiene di essere apartitico: «Modena è simbolica, anche più di Bologna – spiega uno dei leader agli altri aderenti al movimento - Qui c’è un partito (il Pd, ndr) e ci sono certi personaggi che hanno un certo peso, anche a livello nazionale. Qui c’è il fulcro di questa associazione che chiamare a delinquere è dir poco».

La proposta è stata accolta in modo entusiasta dal gruppo, tanto che qualcuno ha avanzato l’ipotesi di un presidio permanente in stile portuali di Trieste. E su eventuali responsabilità penali c’è chi spinge sull’acceleratore: «Io mi sono stancato di tutti questi ringraziamenti alle forze dell’ordine, prendiamoci una buona volta quello che vogliamo. Ci trattano come degli emarginati e noi dobbiamo stare alle loro regole?».

Nel mirino pure il sindaco Gian Carlo Muzzarelli che senza mezze misure si è schierato al fianco dei commercianti quando ci si è resi conto che i cortei disturbavano lo shopping del sabato pomeriggio. Una presa di posizione che si è rafforzata dopo le violenze di Roma e che ha provocato anche qualche minaccia: «Lo so io cosa rimarrà statico, il “Muzza” dopo il kilo di sberle che gli do», scrive uno dei moderatori del gruppo. Altra singolare posizione per un movimento che dichiara a tutti di essere pacifista.

In attesa di richieste ufficiali alle autorità cittadine, la progettazione del mega evento va avanti. Stimano di riuscire a portare a Modena 15/20mila persone. Magari di domenica, dato che in tutte le città si sfila di sabato. “Ce la faremo”, si dicono l’un l’altro.